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Giovedì, 7 Luglio 2022
Attualità Lucignano / Via Rosini, 21

Scritta fascista restaurata, è polemica. L'Anpi: "E' dietro la casa del partigiano Nencetti, che amarezza"

Si trova in centro storico a Lucignano e recita: "Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici", sono parole di un discorso di Mussolini del '39. L'Anpi esprime "tristezza" per la sistemazione dell'opera, a due passi da un luogo simbolo della Resistenza

"Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici". E' questa la scritta della discordia che è stata recentemente sistemata nel centro storico di Lucignano. Si trova in via Rosini ed è vergata a circa 2 metri e mezzo di altezza, tra le finestre e gli ingressi del caseggiato privato. Una scritta del Ventennio, citazione di un discorso di Benito Mussolini, che è stata restaurata e che è finita nel mirino dell'Anpi provinciale di Arezzo. L'associazione partigiani ritiene infatti l'opera inopportuna, soprattutto nel contesto in cui è inserita, a due passi dalla casa natale del partigiano Licio Nencetti, lucignanese trucidato a Talla nel 1944.

Restauro autorizzato

L'opera - fanno sapere dall'amministrazione lucignanese - è stata restaurata seguendo le direttive della Soprintendenza, che è stata necessariamente coinvolta dal privato interessato al rifacimento perché una piccola frazione della facciata è pubblica (fa parte del teatro Rosini). La scritta, una volta ripulita dai cavi che la coprivano e sistemata, è adesso molto più visibile.

La scritta con la citazione di Mussolini  

Ma cosa significa la scritta? Il riferimento è ad uno dei momenti culminanti della storia fascista d'Italia, le parole sono estrapolate dal discorso che Benito Mussolini fece il 26 marzo 1939, a pochi mesi dallo scoppio della Secona Guerra Mondiale, al Foro Italico (allora Foro Mussolini) agli squadristi, i fedelissimi della prima ora. Un discorso tenuto per celebrare il ventennale del fascismo, aizzando la folla ("Camerati squadristi!") e consegnando loro un distintivo rosso da mettere sulla camicia nera quale simbolo del sangue da versare. E la frase riportata a Lucignano è il culmine dell'appello bellicista del Duce: "Bisogna armarsi".

"La parola d’ordine - disse il Duce - è questa: più cannoni, più navi, più aeroplani. A qualunque costo, con qualunque mezzo, anche se si dovesse fare 'tabula rasa' di tutto quello che si chiama la vita civile. Quando si è forti, si è cari agli amici e si è temuti dai nemici".

Il disappunto dell'Anpi

La scritta nera su sfondo bianco che il tempo aveva rovinato adesso è stata sistemata. E l'Anpi di Arezzo esprime perplessità. "C'è amarezza e tristezza per questo recupero - spiega il presidente provinciale dell'associazione partigiani di Arezzo Leno Chisci - soprattutto perché si trova vicino alla casa natale di Licio Nencetti". Il lucignanese Nencetti, non ancora maggiorenne, si arruolò nel 1943 nella 23esima brigata partigiana Pio Borri. Catturato, venne fucilato a Talla il 26 maggio 1944: era stato prima torturato, ma non rivelò nulla sui compagni. La sua abitazione si trova in via del Tribunale numero 10, a Lucignano, a due passi dalla scritta. "Ecco perché riteniamo inopportuno l'avallo del recupero di una scritta fascista proprio lì, vicino a un grande simbolo della lotta di Liberazione".

Simone Bruschi, referente Anpi di Foiano della Chiana, la cui sezione è proprio intitolata a Licio Nencetti, aggiunge: "Sono stati alcuni iscritti Anpi di Lucignano a segnalarci l'accaduto. Da queste parti non erano mai stati realizzati restauri del genere, altrove, al Nord Italia, invece sì. Con l'assenso delle Soprintendenze. Verificheremo il caso di Lucignano, immaginiamo che il restauro, avvenuto contestualmente al rifacimento della facciata del caseggiato, sia stato autorizzato seguendo precise prescrizioni. Mettiamo però in dubbio l'opportunità di vedere tornare leggere una scritta, che il tempo aveva quasi cancellato, proprio nei pressi di casa di Nencetti, medaglia d'oro della Resistenza".

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