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VIDEO | Lavoratori mense e istituto di Agazzi: "Stipendi e contratti? Tutto da rifare e vi spieghiamo perché"

Doppia protesta questa mattina, 4 giugno, davanti alla prefettura di Arezzo. Qui si sono concentrati i lavoratori e rappresentanti sindacali degli addetti alla ristorazione collettiva e dell'istituto di Agazzi

In protesta davanti alla prefettura, uno di fianco all'altro, si sono presentati sai i lavoratori della ristorazione collettiva che quelli dell'istituto di Agazzi. Entrambi hanno rappresentato alla prefetta, Maddalena De Luca, le difficoltà di due comparti distinti che operano con contratti che mancano di rinnovi e condizioni di lavoro particolarmente complesse. Ma procediamo con ordine.

Mense in sciopero: cosa è successo

Fatta eccezione per le mense ospedaliere - gestite dalla multinazionale Dusmas - che, in quanto servizi essenziali non hanno potuto aderire alla giornata di astensione dal lavoro, i dipendenti di Elior (mense scolastiche), Sodexo (mensa di Prada) e Serenissima (mense scolastiche di Foiano), realtà aderenti alle associazioni di categoria Anir Confindustria e Angem, hanno incrociato le braccia. "Oggi non saranno somministrati i pasti all'interno delle scuole - spiega Lorenza Vaselli della Filcams Cgil - Si tratta di un importante disagio per le famiglie di cui siamo perfettamente consapevoli. Nonostante questo è essenziale per noi essere qui e informare anche l'opinione pubblica delle problematiche che il nostro comparto deve affrontare e i motivi delle nostre rivendicazioni". Al punto di rottura si è arrivati in seguito al contratto collettivo della categoria che è scaduto da 3 anni e al fatto che due delle associazioni di datori di lavoro si stanno opponendo per il rinnovo diffidando le altre a firmarlo. Allo sciopero hanno aderito tutte e tre le sigle sindacali, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, denunciando “i contenuti strumentali e mistificatori della comunicazione di Angem e Anir, finalizzata a condizionare il confronto di rinnovo del Ccnl dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e turismo, scaduto nel 2021 e applicato complessivamente a oltre 1milione di addetti. In un contesto economico ancora fortemente compromesso dall’impennata inflattiva degli scorsi anni e dal conseguente aumento del costo della vita, alcune imprese si dimostrano irresponsabili e sconsiderate nei confronti dei loro dipendenti. Anir e Angem minacciano chi vuole arrivare a un rinnovo in grado di garantire condizioni salariali dignitose alle lavoratrici e ai lavoratori del settore”.

4 giugno 2024: lavoratori mense e istituto di Agazzi in sciopero

Agazzi: busta paga senza aumenti da 12 anni

I lavoratori di Agazzi invece hanno protestato poiché il loro contratto è datato 2012. Da allora non vi è stata né alcune ricontrattazione, né aumenti di sorta. Ma non solo, per gli iscritti alla Fp Cgil che non firmò l'accordo dodici anni fa relativo al contratto, giudicandolo peggiorativo del precedente, la data di riferimento è addirittura il 2008. “Gli oltre 200 dipendenti dell’Istituto di Agazzi – sottolinea Gianmaria Acciai, segretario provinciale Fp – hanno anche il problema della nuova organizzazione che l’Istituto intende darsi e che i lavoratori non condividono. La vicenda del contratto di categoria ha ormai connotazioni assurde. Non solo non si riesce ad arrivare al rinnovo ma le parti datoriali non rispettano nemmeno un’intesa “ponte” che avrebbe dovuto unificare i due contratti nazionali che interessano la categoria. L’impegno è stato concordato a gennaio e avrebbe dovuto raggiungere il risultato a giugno. Mancano pochi giorni, tutto è fermo e non abbiamo notizie. Inoltre, l'istituto di Agazzi ha annunciato, in ritardo rispetto a quanto dovuto, modifiche organizzative e di orario di lavoro. Non ne comprendiamo la ragione perché il modello attuale, in funzione da molti anni, era – a nostro parere – funzionante sia per i lavoratori che per gli utenti dei servizi. Inoltre, ed è questo il dato che ci preoccupa di più, l’organico è ormai sottodimensionato rispetto alle necessità, qualitative e quantitative, dei servizi offerti”.

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