Saper comunicare le differenze sessuali e di genere a scuola: incontri in Provincia

Nell’ambito delle risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana con l’accordo fra le pubbliche amministrazioni toscane aderenti alla rete nazionale Ready, la Provincia di Arezzo promuove un’iniziativa formativa per l'inclusione scolastica e...

Eleonora Ducci-2

Nell’ambito delle risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana con l’accordo fra le pubbliche amministrazioni toscane aderenti alla rete nazionale Ready, la Provincia di Arezzo promuove un’iniziativa formativa per l'inclusione scolastica e contro l'omo-transfobia.

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Il principio ispiratore delle azioni della rete Ready - si legge nella nota della Provincia - è che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non possono in nessun modo ostacolare l’esercizio dei pieni diritti umani, personali e di cittadinanza di ognuno. Per condividere i concetti base ormai ampiamente acquisiti dalla comunità scientifica internazionale in tema di orientamento sessuale e identità di genere e per fornire agli insegnanti gli strumenti necessari per gestire al meglio l’eventuale insorgenza di manifestazioni discriminatorie, la Provincia organizza quindi un percorso formativo rivolto al corpo docente delle scuole primarie e secondarie del territorio.

Il percorso prevede due appuntamenti pomeridiani attivati e replicati su base zonale dal 13 settembre al 17 ottobre 2016. Tra i principali contenuti del corso ci sono: orientamenti sessuali e identità di genere in età evolutiva, bullismo omofobico e Hate Speech (incitamento all'odio) a scuola, coming out e outing nei pre-adolescenti e adolescenti, saper comunicare in modo corretto le differenze sessuali e di genere a scuola, gli strumenti per i docenti di fronte alle nuove famiglie monogenitoriali.

Come Amministrazione provinciale – spiega la vicepresidente Eleonora Ducci - cerchiamo di essere sempre in prima fila nella lotta a ogni forma di discriminazione, in particolare nell'ambiente scolastico. Sappiamo infatti che i ragazzi in questa fase sono particolarmente vulnerabili, come dimostrano anche i recenti episodi di bullismo e cyberbullismo, ed è importante quindi contribuire alla loro corretta formazione”, conclude Eleonora Ducci.

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