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Uccisi dopo giorni di torture e prigionia: Arezzo ricorda Sante, Giuseppe e Aroldo

Ricorre oggi, 15 giugno, l'anniversario dell'uccisione dei fratelli Tani e Aroldo Rossi. Una pagina drammatica della storia contemporanea

Da sinistra: Giuseppe Tani, Aroldo Rossi e Sante Tani

Una delle pagine più cruente della storia contemporanea di Arezzo. Un massacro ferocissimo, violento e con molti aspetti che, sino a poco tempo fa, non erano stai mai chiariti. Ricorre oggi, 15 giugno, il 77esimo anniversario della morte di Sante Tani, suo fratello don Giuseppe e Aroldo Rossi. I tre partigiani vennero trucidati nel carcere aretino San Benedetto in una cella, ancora oggi visitabile all'interno della casa circondariale, per mano dei fascisti di Salò. Un luogo divenuto un simbolo della Resistenza aretina e riconosciuto monumento nazionale. Quest'oggi, le associazioni combattentistiche e partigiane dell'Aretino, per rendere omaggio al sacrificio dei tre partigiani deporranno una corona all'interno della stessa cella dove vennero barbaramente torturati e uccisi poco più di un mese prima della liberazione della città.

15 giugno 1944

Nel carcere di Arezzo vennero brutalmente trucidati da componenti della Guardia Nazionale della Repubblica di Salò, Santino Tani, Don Giuseppe Tani e Aroldo Rossi, catturati il precedente 30 maggio nei pressi di Montauto (Anghiari). Poco dopo, in un conflitto a fuoco fuori Porta San Biagio, dietro la chiesa di San Domenico, veniva ucciso il tenente belga Jean Mauritz Justin Meuret, che aveva partecipato al tentativo di liberazione dei tre prigionieri.

Figlio di Angiolo Tani ed Elisa Meacci, Sante Tani fin da giovane fu un aperto oppositore del fascismo. Si laureò in giurisprudenza a Roma e, una volta rientrato ad Arezzo, operò come agitatore e cospiratore in contatto con esponenti di tutti i partiti politici clandestini. Venne arrestato il 4 febbraio 1942, tre giorni dopo la nascita di sua figlia, e rimase in carcere ad Arezzo per più di tre mesi, dopodiché venne condannato a quattro anni di confino in provincia di Benevento. Dopo la caduta del fascismo tornò in città, diventando presidente della locale sezione del Cln  (comitato liberazione nazionale) e prendendo il comando di formazioni partigiane operanti nella campagna. Nuovamente arrestato, fu ucciso in cella dopo diciassette giorni di torture il 15 giugno 1944. A lui è stata conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: 

"Subito dopo l'armistizio dava vita al movimento di resistenza nella città e nella provincia di Arezzo. Organizzatore ed animatore impareggiabile, presiedeva il Comitato di Liberazione Cittadino e comandava formazioni di partigiani nella campagna dando, in difficili circostanze, bella prova di decisione di coraggio. Caduto in mani nemiche, veniva brutalmente seviziato, gettato in carcere senza soccorso alcuno e, per 17 giorni, barbaramente ripetutamente interrogato. Mantenendo contegno fiero ed esemplare nulla rivelava anche quando gli veniva offerta la libertà a prezzo di delazione. Trucidato nella sua cella, sacrificava la vita agli ideali di Patria e di Libertà".

L'immagine che riportiamo di seguito è stata realizzata da Enzo Gradassi in occasione del 75esimo anniversario dell'uccisione. 

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Una lira per tre vite

Come detto, la vicenda dell'uccisione dei fratelli Tani e Aroldo Rossi è rimasta a lungo incolmpleta nella sua narrazzione fin tanto che, lo scorso 27 giugno, è stata ricostruita con dovizia e meticolosità maniacali nel testo "Una lira per tre vite" libro scritto da Enzo Gradassi e Santino Gallorini. Gli autori hanno potuto accedere a documenti d'archivio fino ad allora non disponibili, ricostruendo nei minimi dettagli gli ultimi giorni di una vicenda orribile quanto, apparentemente, incomprensibile. Il testo è stato anche l'ultimo lavoro dell'amico Enzo Gradassi, scomparso il 17 maggio dello scorso anno. È grazie anche alla sua appassionata e puntuale opera di studioso, oltre al costante confronto e collaborazione con Gallorini, che la viceda non è mai finita nel dimenticatoio ma, al contrario, è stata riportata alla luce nella sua interezza.

Il libro verità sul massacro di Sante Tani

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