Giovedì, 5 Agosto 2021
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Sanità. Poco personale per coprire i turni: ad Arezzo servono 100 infermieri. L'allarme di Nursind

Per coprire in maniera efficiente i turni dovrebbero essere assunti cento infermieri. Il dato è quello che riguarda le strutture sanitarie presenti nella provincia di Arezzo. Strutture che presto, secondo quanto sottolineato dai rappresentanti del...

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Per coprire in maniera efficiente i turni dovrebbero essere assunti cento infermieri. Il dato è quello che riguarda le strutture sanitarie presenti nella provincia di Arezzo. Strutture che presto, secondo quanto sottolineato dai rappresentanti del sindacato autonomo Nursind, potrebbero finire completamente nel caos più totale.

Alle problematiche riguardanti la carenza di personale, questione annosa e ben nota, si aggiungono quelle derivanti dalle conseguenze del nuovo sistema regionale di turnazione.

Tra qualche settimana, esattamente dal 25 novembre, scatta il divieto tassativo per gli infermieri di derogare alle 11 ore di riposo tra un turno e l'altro. In aggiunta la Regione Toscana, così come riporta il sindacato, ha sospeso le graduatorie per l'assunzione di infermieri.

Uno scenario che andrebbe a gettare nel caos i servizi sanitari resi ai cittadini in quanto il numero di operatori non è sufficiente a coprire tutti i turni previsti.

"Per quanto concerne la situazione aretina lo scenario è molto incerto - spiega il segretario Nursind Claudio Cullurà - Dal fronte della trattativa riguardante gli organici, dal 1° dicembre l'azienda sanitaria si è resa disponibile all'assunzione di 20-30 nuovi dipendenti. Purtroppo però non sarebbero affatto sufficienti. Secondo il nostro sindacato il territorio aretino avrebbe bisogno di almeno 100 infermieri per garantire la copertura efficiente di tutti i turni".

Ed è proprio sul tema della turnazione che torna a porre l'accento il sindacato.

"La nuova legge regionale - spiega ancora Cullurà - fa aprire una vera e propria voragine. La rotazione organica deve essere rivista e rivalutata apertamente. Non possiamo andare avanti in queste condizioni". Fa eco anche il coordinatore regionale del Nursind Giampaolo Giannoni. "I turni rischiano di rimanere scoperti - prosegue Giannoni - ma il Governo italiano non ha scelta, se non vuole incorrere in pesanti sanzioni, nell'ordine di diverse migliaia di euro al giorno. Senza ricorrere a nuove assunzioni sarà molto difficile riuscire a garantire le prestazioni sanitarie. E la Toscana soffre già di una pesante carenza di personale infermieristico: servirebbero 7.000 infermieri in più per allinearci alla media europea. In questo scenario - prosegue - la Regione Toscana ha di fatto bloccato la graduatoria ESTAR per l'assunzione di personale infermieristico, mentre la riforma del sistema sanitario prevede ulteriori tagli del personale: circa 1.500 'esuberi' stimati tra medici e infermieri". "La razionalizzazione delle risorse non ha però impedito alla Regione di rinnovare le convenzioni con il privato per 250 milioni di euro per i prossimi tre anni, ancor prima di riorganizzare il servizio. Nonostante la continua e ostinata chiusura al dialogo con il mondo professionale infermieristico - conclude Giampaolo Giannoni del Nursind - possiamo intuire che la Giunta regionale una scelta l'abbia già fatta: smantellare il sistema sanitario pubblico in favore del privato convenzionato".
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