Sanità in Casentino, sindaci sul piede di guerra: "Oltre un mese di attesa per i prelievi di sangue"

Non c’è pace per la sanità casentinese, e i Sindaci sono di nuovo sul piede di guerra per servizi importanti che vengono diminuiti nel territorio. La questione riguarda questa volta i prelevi ematici, con molti cittadini che si sono fortemente...

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Non c’è pace per la sanità casentinese, e i Sindaci sono di nuovo sul piede di guerra per servizi importanti che vengono diminuiti nel territorio.

La questione riguarda questa volta i prelevi ematici, con molti cittadini che si sono fortemente lamentati per un allungamento delle liste di attesa in vari punti prelievi. Il problema sarebbe causato da una riduzione del numero di prestazioni erogabili giornalmente a causa di una scarsità di infermieri sul territorio. I dati indicano il passaggio da 10 a 30/40 giorni di attesa per un prelievo.

Una situazione rispetto alla quale hanno reagito per esempio i Sindaci di Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, Poppi, scrivendo al Sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci socio-sanitaria, al Direttore Generale della ASL Enrico Desideri e a Carlo Montaini Direttore della Zona Distretto Casentino.

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“Con la firma dei patti territoriali”, scrivono i Sindaci, “A fronte dell'accettazione della chiusura del punto nascita di Bibbiena, c'era stata l'assicurazione del mantenimento o del potenziamento dei servizi esistenti sul territorio: l'allungarsi dell'attesa per una prestazione importante come quella del punto prelievi è un segnale che si sta andando nella direzione completamente opposta”. Ancora una volta dunque, gli amministratori locali si sentono snobbati a dispetto delle rassicurazioni: “Ci auguriamo che non sia stata confusa la ragionevolezza che ha portato ad avallare il piano di chiusura del punto nascita di Bibbiena con la dabbenaggine di coloro ai quali possano essere tagliati servizi senza che venga levata alcuna rimostranza”.

La lettera termina con l’auspicio che l’azienda sanitarie possa quanto prima sanare questo ennesimo problema “Anche, se necessario, assumendo nuovo personale sfruttando le economie che di certo sono derivate dallo smantellamento del punto nascita di Bibbiena e reinvestendole su questo territorio”.

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