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Salta l'intervento perché la sala operatoria non è disponibile. La storia di Maria malata oncologica in attesa di mastectomia

La segnalazione è quella fatta da un cittadino che quest'oggi ha visto cancellare l'intervento di sua madre, paziente oncologica

L'intervento di Maria (nome di fantasia) dovrà essere rimandato. Lei, malata oncologica, mercoledì 31 marzo avrebbe dovuto sottoporsi ad un'operazione di mastectomia in quanto affetta da un tumore al seno. "Ma i dottori - racconta il figlio - proprio quest'oggi (29 marzo) ci hanno dato la brutta notizia: l'intervento non potrà essere effettuato perché la sala operatoria non è disponibile. Ci hanno detto di risentirci dopo l'8 aprile e, se vi sarà possibilità, verrà inserita in quei giorni".

Una circostanza che Maria e i suoi figli hanno accolto con tanta amarezza oltre che con una buona dose di preoccupazione. "A metà febbraio - spiega il figlio - le è stato diagnosticato un tumore maligno al seno, tumore piuttosto espanso che deve essere rimosso con urgenza. Siamo stati fortunati ad aver incontrato medici che hanno dimostrato grande umanità nei suoi confronti. Ogni singolo professionista che ha visitato mia madre si è dimostrato, oltre che attento, anche molto empatico. Comunque, dopo gli accertamenti, l'operazione è stata definita molto urgente e, contestualmente, ci è stato detto che le tempistiche di attesa sarebbero state brevi. In pochissimi giorni le sono state fissate ed eseguite tutte le analisi del caso. Mercoledì 3 marzo ci hanno convocato alle 8 del mattino e, nel giro di un’ora, avevano programmato: mammografia, radiografia, esami del sangue e quant'altro necessario. Alle 9 eravamo già fuori. Un'efficienza minuziosa che ci ha aiutato a gestire la situazione. Due giorni più tardi, il 5 marzo, abbiamo ricevuto una telefonata dall'ospedale con cui ci è stato richiesto di presentarci subito, se possibile, in reparto perché il chirurgo avrebbe dovuto discutere le procedure di intervento. Siamo andati e il medico ha affrontato con lei argomenti delicati riguardanti non solo la mastectomia ma anche l'ipotesi di impiantare una protesi così da rendere psicologicamente meno pesante il decorso. Anche lui, come il resto dei dottori, ha sottolineato l'urgenza dell’operazione visto che al momento i linfonodi sembravano "puliti". Dopo quell'ultima visita è cominciata l’attesa per conoscere la data dell'operazione". Dopo due settimane di silenzio, il figlio di Maria ha deciso di contattare l'ospedale per ricevere informazioni. "Ma non ho ottenuto risposte esaurienti - spiega - è passato ancora altro tempo e ho deciso di nuovo di attaccarmi al telefono. Alla fine mi è stato detto di chiamare il 24 marzo. Mercoledì scorso eccomi di nuovo attaccato alla cornetta. Mi ha risposto una gentilissima operatrice della preospedalizzazione. Al termine della telefonata mi ha rassicurato dicendomi che il giorno seguente avrebbe fatto il calendario degli interventi e che ci avrebbero chiamato. Così è stato. È arrivata la notizia che aspettavamo: oggi 29 marzo tampone, domani contrasto per i linfonodi e mercoledì 31 intervento. Accompagnata da mia sorella, mamma questa mattina è andata a fare il tampone e poco dopo ecco l’amara sorpresa: la dottoressa, molto gentile pure lei e dispiaciuta, ci dice che la direzione sanitaria ha tolto una sala operatoria causa Covid pertanto l’intervento dovrà essere rimandato". Una doccia gelata quella che si è rovesciata addosso a Maria e ai suoi figli i quali non hanno nascosto la frustrazione e la sofferenza per l'inattesa comunicazione. "Ci sentiamo impotenti - spiega il figlio - Da quando sono diventato padre ho imparato ad apprezzare ancora di più quello che un genitore fa per i propri figli. Io so quello che mia mamma ha fatto per me e mia sorella. Ma allo stesso tempo dopo questo episodio mi sono chiesto quante mamme sono in questa situazione? Quanti babbi? Quanti figli? Quante persone sole e silenziose che non si attaccano al telefono per chiedere spiegazioni o per sollecitare una rapida soluzione ci sono in giro? Quanti rischiano di perdere la solita vita a causa di un problema di organizzazione della struttura sanitaria? Noi ora siamo svuotati. Vorremmo, come tutti, un po’ di normalità. Ho voluto parlare di questo per me ma anche per tutte quelle persone che, purtroppo, hanno la malattia sbagliata al momento sbagliato".

Dalla Asl fanno sapere che l'attività chirurgica per quello che riguarda l'oncologia viene normalmente garantita e che gli slittamenti di intervento possono verificarsi a causa di necessità organizzative interne e non a causa di emergenze Covid.

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