Venerdì, 24 Settembre 2021
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A Saione è ora di un altro giro di vite

A Saione credevamo di aver toccato il fondo con lo scontro tra bande di cittadini stranieri dello scorso agosto. E la pronta ed incisiva reazione delle Forze dell’Ordine – il cui lavoro è sempre molto apprezzato dai residenti – nei giorni...

A Saione credevamo di aver toccato il fondo con lo scontro tra bande di cittadini stranieri dello scorso agosto. E la pronta ed incisiva reazione delle Forze dell'Ordine - il cui lavoro è sempre molto apprezzato dai residenti - nei giorni successivi aveva rincuorato gli animi. Ma purtroppo le cose non vanno. Nello spazio di poche settimane le cronache ci parlano di un paio di rapine a mano armata al Pionta, e di una recentissima rapina a mano armata in un supermercato sempre a Saione. Tutte ad opera di stranieri, almeno a quello che si dice. E sempre in pieno giorno. Per non parlare dei continui episodi di spaccio - nonostante l'indiscutibile impegno delle Forze dell'ordine osservato sempre con affetto dai cittadini - sfrontatamente portato avanti in ogni momento davanti alle famiglie ed ai bambini. I media parlano apertamente, seppur spesso con un allarmante distacco antropologico, di guerre tra bande di diversa provenienza che si contenderebbero il traffico della droga in città, nella nostra città. Così come si dice che anche lo scontro tra bande del mese scorso sarebbe dovuto a regolamenti di conti in materia di traffico di droga. Ma stiamo scherzando? In una piccola città? Nella nostra piccola città? Nei nostri piccoli quartieri popolati da famiglie, da anziani, da piccole attività che chiedono solo di poter vivere in pace? Arezzo era - meglio dire è - un paesone tranquillo dove un tempo non poi remotissimo le persone si allarmavano addirittura quando arrivavano i giostrai, all'epoca popolarmente chiamati, chissà perché, zingari. Perché era opinione corrente, giusta o sbagliata che fosse, che con il loro arrivo i furtarelli aumentavano. Poi sono venuti alcuni fenomeni di droga, purtroppo. Ma era tutto contenuto. I ladruncoli locali, poi, erano conosciuti uno per uno e, quasi quasi, facevano pure pena. E qui finiva. E noi possiamo tollerare la situazione di oggi? Ma non scherziamo. Al di là delle chiacchiere le nostre piccole collettività sono già in gravissimo affanno per la situazione economica ed occupazionale senza poter tollerare la malvivenza d'importazione. Perché è inutile girare intorno alle cose, l'afflusso indiscriminato di stranieri degli ultimi anni, con o senza il diritto legale di restare in Italia che comunque dovrà essere ripensato alla radice, ha comportato, la si metta come si vuole, anche l'arrivo di episodi di criminalità di tipo sconosciuto, almeno da queste parti. Ma quando mai si era visto uno scontro tra bande per le nostre strade? Ed anche se l'arrivo di un politico della competenza del senatore Minniti agli Interni è stato a dir poco provvidenziale, non si recuperano i disastri di anni in pochi mesi. E sia chiaro, tutti siamo convinti che la maggior parte degli stranieri siano delle brave persone che cercano solo un futuro migliore. Ma l'Italia non è l'America del secolo scorso, o meglio di due secoli fa, dove c'era da popolare un continente immenso straripante di ricchezze naturali di ogni tipo che aspettavano solo di essere utilizzate. La maggior parte di queste persone non ha un lavoro vero, e non lo avrà per un tempo non prevedibile. E le frontiere ai nostri confini nazionali, ricordiamocelo sempre, sono ben sigillate quale dimostrazione concreta, al di là delle frottole ad uso dei più boccaloni, di come funziona la solidarietà europea. Quindi è ingiusto, tanto per gli italiani quanto per gli stranieri, continuare a far venire queste persone senza nessuna reale prospettiva. Ma non divaghiamo. E torniamo al quartiere di Saione. In breve, e per concludere, la situazione deve essere affrontata un'altra volta di petto. Nelle famiglie, negli anziani, nelle piccole attività c'è preoccupazione. Il tempo delle belle parole e delle pacche sulla schiena è finito. A Saione è ora di un altro giro di vite.

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