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Saione lancia la raccolta firme. Tra le richieste: sicurezza, integrazione e consiglio comunale aperto in loco

Petizione e consiglio comunale aperto. Sono queste le richieste lanciate dai residenti e commercianti di Saione che, all'indomani degli ultimi episodi che si sono verificati nella zona, chiedono ancora con più forza l'intervento delle istituzioni...

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Petizione e consiglio comunale aperto.

Sono queste le richieste lanciate dai residenti e commercianti di Saione che, all'indomani degli ultimi episodi che si sono verificati nella zona, chiedono ancora con più forza l'intervento delle istituzioni. Così ecco che proprio dai membri del "Nuovo Comitato di Saione" che nasce la volontà di presentare una petizione in modo tale da coinvolgere quanti più residenti possibile e sensibilizzare l'opinione pubblica sui disagi lamentati in questo angolo di città.

Un'iniziativa partita già da qualche tempo e precedente agli ultimi accadimenti.

"Lo scopo della petizione - si evince dalla lettura del testo pubblicato online - è di dare voce ai residenti, migliorare la qualità di vita del quartiere e favorire la comunicazione tra istituzioni e cittadinanza. Alcune proposte scaturiscono direttamente dal questionario svolto nel 2017 e altre sono il risultato di una mediazione tra le necessità emerse dal questionario e il lavoro già in atto di enti specializzati nei diversi ambiti, come ad esempio l'Azienda USL Toscana sud est, il Ser. D., e la Fiab. Il documento della petizione è stato suddiviso in tre sezioni: richieste a breve, medio e lungo termine. Tale divisione offre alle istituzioni preposte e ai cittadini un ordine di priorità e degli strumenti per monitorare l'avanzamento dei lavori. Tutelare un quartiere vulnerabile significa infatti andare incontro ai suoi disagi, creare momenti di dialogo tra i residenti e le istituzioni, favorire il commercio in armonia con le esigenze del quartiere e dei residenti, tutelare il decoro della città, il verde pubblico e animare le sue strade. La questione sicurezza è una parte fondamentale della vita del quartiere, ma essa va presa in considerazione all'interno di una lettura più ampia della situazione e delle sfide che il luogo sta affrontando. Una maggiore presenza di Vigili Urbani può sicuramente monitorare meglio il quartiere, ma solamente un atteggiamento di tutela coordinata da parte di tutte le istituzioni e organizzazioni coinvolte potrà affrontare alla radice il disagio vissuto dai residenti del quartiere. Il Comitato si impegna a fare richieste alle istituzioni e a lavorare per incentivare i cittadini a fare parte integrante della società civile che anima il quartiere".

La raccolta firme, partita lo scorso 21 maggio, ha come scopo ultimo quello di richiedere l'organizzazione di un consiglio comunale aperto proprio a Saione per trattare richieste specifiche. Nel testo vengono elencate delle priorità e delle proposte da perseguire nel breve, medio e lungo tempo.

Dalla sicurezza all'integrazione, dal traffico alla prevenzione. Nulla è stato tralasciato. In questo senso l'elenco allegato al documento presentato dal gruppo informale nel breve periodo sono indicate priorità come: sicurezza, "Chiediamo che sia riattivata al più presto possibile la figura del Vigile di Quartiere che, percorrendo a piedi le strade, possa mantenere il contatto quotidiano tra residenti e commercianti. Chiediamo inoltre che sia attivato il gruppo Whatsapp per i residenti del quartiere analogo a quello dei commercianti"; integrazione - "Chiediamo che vengano rendicontate le risorse assegnate ad ogni comune che accoglie richiedenti protezione, chiamate anche "bonus gratitudine". Chiediamo inoltre che tali fondi siano utilizzati per sostenere tutte le associazioni nella realizzazione e attuazione di lavori socialmente utili retribuiti, nei corsi di educazione civica e nella valorizzazione della ricchezza culturale della città e dei suoi abitanti"; prevenzione - "Chiediamo che vengano costruiti dei progetti con operatori di strada che si interfaccino direttamente con le vittime di tratta di essere umani e con chi fa uso abituale di sostanze stupefacenti; Parco Pionta "Chiediamo che venga nuovamente attivato il tavolo permanente (già esistente) di confronto e azione fra i vari soggetti pubblici (Comune, Provincia, Azienda USL Toscana SUD-EST, Università e altri interessati) e privati (associazioni, gruppi informali e altro), dando al Comune il ruolo di coordinatore in modo da realizzare un'azione organica e condivisa di riqualificazione"; sicurezza "Chiediamo che vengano individuate al più presto delle date di chiusura definitiva di tutti quei negozi o locali presenti ad Arezzo che fungono da punto organizzativo per lo smercio di sostanze stupefacenti e la tratta di esseri umani"; viabilità "chiediamo che vengano create zone 30 generalizzate (in particolare davanti ai plessi scolastici) e che vengano ridotte le soste di superficie. Inoltre chiediamo che venga reso esclusivamente ciclo-pedonale il sottopasso di via Trasimeno e che via Trasimeno venga trasformata in zona 30 per i veicoli a motore, rendendola così a doppio senso per bici fino a Piazza Saione". QUI il testo integrale della petizione.
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