Sagre, il dilemma della pizza: le limitazione della commissione e la rabbia del comitato

L'oggetto del contendere stavolta è stato la pizza. Quella servita sui tavoli delle sagre paesane. Una pietanza tanto buona quanto ambita, che in questo caso ha scatenato l'ennesima spaccatura tra Comune e Comitato sagre. Questo pomeriggio si è...

 

L'oggetto del contendere stavolta è stato la pizza. Quella servita sui tavoli delle sagre paesane. Una pietanza tanto buona quanto ambita, che in questo caso ha scatenato l'ennesima spaccatura tra Comune e Comitato sagre.

Questo pomeriggio si è riunita per la prima volta - presso il Suap - la commissione creata ad hoc per valutare le sagre. L'argomento da dibattere erano proprio i menù. Una serie di restrizioni erano previste, ma il clima si è particolarmente inasprito quando è stato affrontato l'argomento "pizza". Così mente dentro alla ex caserma Cadorna la commissione discuteva, in piazza Fanfani circa cinquanta persone manifestavano. E col motto "Non toccate le sagre perché sono sacre" hanno atteso l'uscita dei membri della commissione e si è scatenata la bufera. Di fronte alle posizioni del Comune, ritenute rigide dai manifestanti, sarebbero infatti volate parole forti. E lo sdegno dell'assessore Comanducci è stato espresso fu Facebook innescando una valanga di commenti.

Ma quali sono le posizioni? Da un lato ci sono associazioni di categoria e Comune che vogliono regolamentare le sagre, cercando di mettere limiti a situazioni eccessivamente in conflitto con il settore della ristorazione. Uno di questi limiti è appunto legato ai menù e alla contestata consumazione presso gli stand della pizza. Dall'altra ci sono le 16 sagre che valorizzano i prodotti tipici del territorio, ma che senza alcune pietanze come pizza e grigliate vedono la loro offerta compromessa, "perché si tratta - spiega uno dei manifestanti, Giulio Fabbroni presidente della Festa dell'Antico Tegame di Rondine- dei classici piatti scelti dalle famiglie. Se i genitori scelgono il piatto tipico, per i figli si pensa alla pizza. Così rischiamo di perdere il pubblico delle famiglie, quello più importante per le sagre".

Una preoccupazione sfociata nella rabbia: "Stasera ho assistito ad una scena bruttissima- ha scritto l'assessore Comanducci su Facebook . Offeso pesantemente e minacciato da 50 persone solo

perché per noi la pizza non è un prodotto tipico da sagra". E ancora: "Abbiamo fatto un sacco di deroghe sul menù arrivando a più primi e più secondi quindi la pizza è strumentale.

A mio avviso - si legge nel profilo dell'assessore - abbiamo perso una grande occasione. Per la prima volta istituzioni, sagre e categorie economiche erano a sedere allo stesso tavolo e potevano dialogare e collaborare su tante cose (e vi assicuro che Flavio Sisi loro rappresentante è stato onesto, pacato e collaborativo). Ma possibile che non vi siete scocciati di farvi dare dei ladri? Possibile che vi stia bene che tutti credano che vi intascate i soldi? Questo regolamento mette tutto in regola proprio per mostrare il lato bello, positivo e soprattutto sociale delle sagre".

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