Lunedì, 22 Luglio 2024
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Opi: "Sbagliato accostare la figura infermieristica ad un depauperamento dei sistemi sanitari"

La presa di posizione del presidente dell'ordine delle professioni infermieristiche Giovanni Grasso

Il coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della regione Toscana presieduto dal presidente Giovanni Grasso interviene nel dibattito sulla riorganizzazione del sistema dell’emergenza sanitaria territoriale che è oggetto della delibera 1424 del 12 dicembre 2022 della Regione Toscana.

“Intanto – spiegano i presidenti degli ordini della Toscana – siamo di fronte a un atto che risponde a una necessità spesso richiamata e che trova finalmente una pianificazione e programmazione regionale al passo con i sistemi già in atto nella restante parte d’Europa e del mondo intero e che si basa su esperienze già consolidate all’interno della Toscana che hanno dimostrato la garanzia di percorsi di cura efficiente, efficaci ed appropriati con ottimi ritorni di soddisfazione da parte degli utenti, dei familiari e delle istituzioni locali. Non riteniamo quindi più accettabile il clima che si genera accostando la figura infermieristica ad un depauperamento dei sistemi sanitari e rimaniamo per altro perplessi da prese di posizione che arrivano un anno dopo la delibera di riforma. Lo diciamo con forza sostenuti dai profili normativi e soprattutto dalle evidenze scientifiche, che hanno più volte sottolineato l’importanza dell’intervento infermieristico, anche farmacologico, nelle condizioni cliniche caratterizzate nel migliorare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti e che hanno dimostrato come gli esiti dei pazienti trattati da team infermieristici specializzati siano equiparabili a quelli trattati da team medici. Lo facciamo credendo da sempre in un sistema multiprofessionale integrato in grado di garantire risposte appropriate e che valorizzi lo sviluppo di tutte le figure che operano nella complessità delle reti dell’emergenza-urgenza territoriale. In questo quadro la presenza e il ruolo dei medici, prevista e ben delineata, sta all’interno di un sistema che dà al cittadino utente garanzie di efficacia dell’intervento sia come appropriatezza che come tempistica. Attenzione quindi al rischio di generare allarmi che trasmettano un clima di sfiducia nel sistema rischiando di ingenerare, pur involontariamente, un aumento di episodi di violenza ai danni degli operatori, minando la fiducia in un sistema sanitario nazionale già indebolito. Come coordinamento continueremo a lavorare ai tavoli istituzionali nel mandato del nostro ruolo, ma non possiamo più accettare strumentalizzazioni che non trovano fondamenti in ciò su cui si basano le scelte in sanità, ovvero i dati scientifici”.

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