Rotary Club Arezzo. Incontro con D’Urso, Caremani e Tacconi sulla gestione dell’emergenza Covid

“Un percorso di servizio e formazione per la lotta alla pandemia”

Il Rotary Club Arezzo ha realizzato martedì sera, in interclub con Arezzo Est e con i due Inner whill  club di Arezzo, un incontro molto sentito sul Post Covid,  a cui hanno partecipato soci sia in presenza all’hotel Minerva, sia in collegamento web, per ascoltare il saluto iniziale di Antonio D’urso, e gli interventi di Marcello Caremani e Danilo Tacconi, che  hanno fotografato la situazione attuale della pandemia.

In apertura dei lavori il presidente del Rotary club Arezzo,  Franco Lelli  ha presentato gli ospiti e ha ribadito il ruolo “anche formativo e di presenza attenta nella città e per la città di Arezzo da parte del Rotary, che intende proseguire il suo percorso di servizio e di impegno a fianco delle persone più in difficoltà come ha dimostrato nei suoi numerosi service portati nella lotta alla pandemia”.

Poi ha ceduto la parola ad Antonio D'Urso, direttore dell’Asl di Arezzo, che nel suo saluto ha spiegato il complesso lavoro che sta facendo la Asl sud-est in questo momento, definendo come “malgrado tutto venga  fatto continuamente sotto stress, la sanità aretina ha comunque tenuto molto bene”.

Marcello Caremani ha invece parlato delle pandemie virali nella storia, come si sono diffuse e di che natura fossero. Ha parlato delle varie tipologie di virus e di come la medicina nel corso degli anni le abbia affrontate. Un excursus fatto per far prendere coscienza che queste situazioni nel corso dei secoli ci sono sempre state.

Nel suo intervento poi, Danilo Tacconi , direttore del reparto malattie infettive del San Donato, ha raccontato  l’esperienza in ospedale durante il lockdown, specificando che non è finita l’emergenza sanitaria e spiegando come va affrontato praticamente il covid, delle attenzioni a cui dobbiamo fare riferimento. Secondo Tacconi il lavoro fatto da Arezzo è stato di grande qualità da parte di tutti  a partire da medici, e infermieri: “con l’aumento quotidiano dei casi- ha concluso - la struttura sanitaria è attualmente impegnata al massimo per gestire i nuovi ri

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