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Rossi (Fraternita dei Laici): "Arezzo Città della Cultura 2021 si può fare. Ecco come"

Il Primo Rettore interviene sulla candidatura della città: "La mia idea base sta nel presentare Arezzo come una città ed una comunità, aperta all’Europa e al mondo contemporaneo, in grado di rappresentare l’identità e la memoria culturale della storia d'Italia"

Sulla candidatura di Arezzo a Città della Cultura 2021 interviene anche il Primo Rettore della Frternita dei Laici di Arezzo, Pier Luigi Rossi.

Il progetto “Arezzo Capitale della Cultura”, evento voluto dalla Fondazione Guido d’Arezzo del presidente sindaco Ghinelli, vuole alzare  l’orizzonte della comunità aretina nel suo attuale passaggio sociale ed economico con identità ed orgoglio, con coerenza alla sua millenaria civiltà storico-artistica, che può essere rappresentativa dell’intera Italia.   
La mia idea base sta nel presentare Arezzo come una città ed una comunità, aperta all’Europa e al mondo contemporaneo, in grado di rappresentare l’identità e la memoria culturale della storia d'Italia.

Fondata 2.700 anni fa, nello stesso luogo dove è ancora oggi, ha attraversato tutte le epoche storiche, dagli Etruschi (Chimera d’Arezzo, Minerva…), al tempo di Roma (Mecenate, la produzione ceramica corallina, produzione agraria…), dal MedioEvo(Guido d’Arezzo con il suo innovativo metodo musicale, libero Comune, Gregorio X il Papa di Marco Polo, Francesco Petrarca, Università, Fraternita…), al Rinascimento (Piero della Francesca, Giorgio Vasari…), alla nostra contemporaneità.                                   

Ogni epoca ha lasciato il suo segno come in un grande libro, pagine che possono essere lette e vissute, ancora oggi, in città e nel suo territorio. Polifonico, Giostra del Saracino, Fiera dell’Antiquariato sono già offerte culturali all’Italia e al mondo.

Luogo di incontro geografico tra popolazioni, al centro dell’Italia, tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest della penisola. La geografia è storia, economia, cultura in ogni epoca. La contemporaneità sta nella sua crisi economica, nella ricerca di identità nel lavoro. Il lavoro è cultura,è ingegno di una Comunità, applicato alle mani , alla creatività artistica nell’oro, nel tessile, nell’artigianato, nei servizi, nell’informatica, nella robotica, nel turismo, in agricoltura. 

La recente presenza del Presidente della Repubblica, nonché  il Convegno Anci con migliaia di sindaci italiani ad Arezzo possono costituire una degna cornice istituzionale per ottenere davvero la nomina a Capitale della Cultura di Italia.

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