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Roberto Benigni legge la versione "hot" del Cantico dei Cantici a Sanremo

Per 40 minuti l'attore premio Oscar di Castiglion Fiorentino ha tenuto banco sul palco dell'Ariston recitando e spiegando al pubblico il significato "della canzone più bella del mondo"

"Bisogna fare un applauso a chi ha inventato Sanremo perché ha riunito tutti gli italiani". La terza serata del festival di Sanremo è stata anche la notte di Roberto Benigni. Il registra, attore e intellettuale di Castiglion Fiorentino ha fatto ingresso al teatro Ariston accompagnato dalla banda, "un ingresso come un capo di Stato... non sono abituato" ha detto ad Amadeus che lo ha accolto nel foyer.

Un ritorno di fiamma al festival della canzone italiana dopo nove anni di assenza. L'ultima volta infatti era arrivato in sella a un cavallo bianco sulle note dell'inno di Mameli che celebrava i 150 anni dell'Unità d'Italia.

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VIDEO | Il Cantico dei Cantici di Roberto Benigni

Scoppiettante ed incontenibile, Benigni ha esordito sul palco al fianco di Amadeus lanciando subito la prima stoccata alla politica. E' stato infatti parlando delle modalità con le quali sarà possibile esprimere la propria preferenza per gli artisti in gara che ha detto: "So che il sistema quest'anno è diverso, si può votare per telefono, anche per citofono... Uno arriva qui in via Matteotti, citofona e dice 'Ci hanno detto che qui c'è gente che canta...', e così puoi votare". Un riferimento niente affatto velato alla famosa citofonata di Salvini, apparsa in diretta Facebook.

Tra una gag e l'altra, tra una passeggiata sul viale dei ricordi e uno scambio di battute con il conduttore della 70esima edizione del festival, ecco che è arrivato il momento più atteso: il monologo di Benigni. Per l'occasione il premio Oscar aretino ha proposto una lezione-lettura del Cantico dei cantici.

"Mi son detto: non posso andare a Sanremo e presentare una canzone qualunque, vorrei presentare la più bella perché tutti, qui, ne fanno di bellissime. E qual è il regalo più bello che posso fare al pubblico di Sanremo? Una canzone mai fatta. la canzone più bella del mondo. E così l'ho trovata nella Bibbia. Nel libro sacro c'è una canzone breve breve, è il Cantico dei cantici ed è la canzone più bella che sia mai stata scritta nella storia dell'umanità. E' una canzone d'amore che esalta l'amore fisico, è l'apice, la vetta della poesia di tutti i tempi, come se presentassi un pezzo della Cappella Sistina o l'ultimo piano della torre di Pisa".

Una versione però, come sostiene il regista stesso, molto passionale, molto terrena, dove l'amore carnale viene benedetto e dove si parla di sentimenti che senza distinzione di genere legano "uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna". 

"Ci sono cose - ha proseguito Benigni - che fanno molta più paura della violenza e delle guerre: c'è l'amore, non solo quello fisico ma quello visto come frammento d'infinito. L'amore è proprio il tema di sanremo, è l'infinito messo alla portata dsi ognuno di noi. Non esiste vita umana, nessuna vita che almeno per un momento non sia stata immortale. Ognuno di noi lo è stato, e tutti voi sapete quando è successo. Noi, che abbiamo avuto in sorte questo scherzo grandioso di essere al mondo. Per amore, e per fare l'amore. Che ne facciamo sempre poco. Anche le nuove generazioni. Io sarei per farne di più, anche stasera all'Ariston in diretta, sarei per mettersi qui, spogliarsi e fare l'amore, anche l'orchestra, tutti a fare l'amore diretti da Beppe Vessicchio, e come va, va".

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