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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Il reparto Mo.di.ca a rischio privatizzazione. L’allarme della Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo

"La giustificazione addotta dalla direzione dell’Asl parla di un adeguamento della struttura, ma la storia recente ci ha insegnato che tali attività, vedi esperienza dell'hospice, non è altro che la cessione verso il privato di quote di servizi sanitari"

“L’Asl Toscana sud Est si sta accingendo a collocare in una struttura privata il Modica, un reparto che ospita posti letto importantissimi che garantiscono la continuità assistenziale per i pazienti in uscita dall’ospedalizzazione e ancora bisognosi di cure specialistiche.”

A lanciare l’allarme è la Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo preoccupata che un altro pezzo della sanità pubblica aretina venga consegnato al privato. Per ben comprendere la gravità della cosa serve ricordare un passaggio fondamentale avvenuto nel 2012, quando il Modica venne trasferito all’interno dell’ospedale San Donato e l’allora direttore della Zona Distretto spiegò quanto fosse strategica questa scelta. La logica era quella di garantire una miglior cura del paziente, grazie al collegamento diretto con la struttura ospedaliera, che avrebbe permesso di attivare rapidamente cure specialistiche adeguate e perseguire anche l'obiettivo di una riduzione del tempo di ricovero medio. Tutto questo nella struttura privata non poteva aver luogo.

“Adesso invece assistiamo a una netta controtendenza che non condividiamo. In questi ultimi due anni l'Asl ha fatto ricorso molte volte al privato per l'utilizzo di strutture e di personale, con la cessione di interi processi, come le analisi dei tamponi, giustificando queste scelte con la situazione emergenziale. E’ questa una pratica nei confronti della quale la Cgil si oppone con decisione. La giustificazione addotta dalla direzione dell’Asl parla di un adeguamento della struttura, ma la storia recente ci ha insegnato che tali attività, vedi esperienza dell'hospice, non è altro che la cessione verso il privato di quote di servizi sanitari, pagati dai contribuenti. Resta lenta e inefficace la programmazione assunzionale che vede il sindacato contrapposto da mesi alle politiche dell’Asl Toscana Sud Est che alla scarsità di personale sopperisce con una mole di lavoro straordinario insostenibile.”

“L’esternalizzazione del Modica ci appare come la sperimentazione di una privatizzazione diffusa dei servizi, che si inserisce in una provincia che ha il tasso maggiore di strutture private dell'intera regione. E la preoccupazione c’è anche in vista del piano di investimenti legati al Pnrr. La creazione strutture ospedaliere nel territorio da destinare alle cure intermedie se non riempite di contenuti ovvero medici, infermieri, oss e tecnici, produrrà un ulteriore insediamento dei privati nel sistema sanitario. Per noi che pensiamo che la sanità debba essere pubblica nella sua intera filiera questo non è accettabile. Il nostro timore è che si stia utilizzando il momento di fragilità psicologica e sociale del nostro Paese per far passare scelte che altrimenti difficilmente sarebbero state accettate. Ribadiamo la nostra contrarietà a cedere alle leggi di mercato il compito di cura e la gestione dei servizi essenziali, che finiscono col gravare sulle casse dello Stato e quindi della collettività ed esacerbare le disuguaglianze, mettendo in pericolo la salute delle persone più svantaggiate. Senza mezze parole rilanciamo un piano assunzionale che consenta alla sanità pubblica di poter lavorare in sicurezza, con carichi di lavoro adeguati, nell'interesse dei cittadini.”

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