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"Ripeta il controllo entro sei mesi", ma il primo posto disponibile per un'ecografia al seno è a dicembre 2019. La storia di un'aretina

Il controllo deve essere eseguito entro sei mesi. Ma il primo appuntamento a disposizione è per dicembre 2019. Protagonista della paradossale vicenda, suo malgrado, è una signora aretina che si era recata in una farmacia alle porte della città per...

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Il controllo deve essere eseguito entro sei mesi. Ma il primo appuntamento a disposizione è per dicembre 2019. Protagonista della paradossale vicenda, suo malgrado, è una signora aretina che si era recata in una farmacia alle porte della città per prenotare una ecografia di controllo per un nodulo al seno.

I medici si erano raccomandati di non abbassare la guardia e di continuare a monitorare la situazione - fortunatamente rivelatasi non grave - svolgendo accertamenti periodici: "Mi hanno proprio invitata - racconta la signora ancora incredula - a sottopormi ad una nuova ecografia entro 6 mesi dall'ultimo controllo. E così quando mi hanno detto la prima data disponibile sono rimasta di stucco".

Quando ha sentito la parola "dicembre", di fronte al farmacista, stava quasi per tirare un sospiro di sollievo. Poi insieme hanno letto l'anno: 2019. E il sospiro è rimasto soffocato in gola.

La vicenda ha inizio lo scorso febbraio, quando la signora si era accorta che qualcosa non andava: aveva notato un nodulo sospetto in un seno. Il medico le prescrisse accertamenti che sono stati svolti nelle strutture sanitarie di Montevarchi, dove c'era un posto a disposizione. Da allora si è sottoposta a numerosi accertamenti, perché il nodulo sembrava davvero pericoloso. Comprese alcune biopsie. Poi, fortunatamente, la diagnosi che si è rivelata meno grave di quanto temuto e la raccomandazione dei sanitari di tenere la situazione sotto controllo. Ma i tempi di attesa sembrano non coincidere tali esortazioni. E l'attesa minore si è rivelata essere di circa un anno e mezzo.

"Quel posto non l'ho prenotato - racconta a poche ore di distanza dall'episodio la signora - mi sembrava assurdo. Adesso sto cercando di capire se, nei casi come il mio, è possibile essere 'ripescati' dalle liste d'attesa qualora qualcuno rinunci all'esame. Me lo auguro. E spero di trovare presto una soluzione, anche se l'unica alternativa sembra essere quella di rivolgersi alle strutture private".

Resta l'incredulità di fronte ad una risposta inadeguata rispetto a quelle che sono state le raccomandazioni degli stessi medici.

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