In aula insieme ad Angelo. La storia di una classe tornata sui banchi per non lasciare solo l'amico

L'intera comunità educante insieme alle famiglie, in piena osservanza delle direttive ministeriali, ha dato vita ad un'esperienza di inclusione e supporto a un giovane diversamente abile

Angelo è un bambino fortunato. Sì perché oltre all'amore di una famiglia che lo supporta può contare anche sull'affetto di un'altra famiglia: quella scolastica. La storia è quella raccontata dalla mamma di un giovane alunno che ha dovuto confrontarsi con la didattica a distanza e con le limitazioni imposte dal decreto del presidente del consiglio dei ministri riguardanti il sistema scuola. Come noto, le lezioni in presenza per gli studenti delle regioni in zona rossa, sono sospese dalla seconda media fino alle superiori. Uniche eccezioni sono le direttive riguardanti gli alunni diversamente abili, come Angelo, che possono continuare ad accedere agli istituti per seguire le lezioni insieme ai docenti di sostegno e personale scolastico. Un problema di non poco conto visto che la riattivazione della dad crea non poche difficoltà a studenti e famiglie e, talvolta, contribuisce ad accenturare il senso di solitudine di chi si trova in classe senza il resto dei compagni.

Ad Arezzo c'è chi è riuscito ad ovviare al problema. Come? Con la determinazione e la disponibilità di un'intera comunità educante che è riuscita a dare seguito alle richieste di una mamma e generare un'esperienza unica, di grande inclusione per tante altre famiglie. "Angelo andava a scuola da solo - racconta la sua mamma - questo ci rattristava molto allora ho deciso di chiedere alla preside se alcuni compagni potevano venire a scuola con lui. Ovviamente, ad accedere sarebbe stato un piccolo gruppo in modo da garantire il rispetto di ogni distanziamento e normativa".

Un esperimento già messo in campo in altre scuole italiane e che si fa forte di un preciso passaggio contenuto nell'ultimo Dpmc dove viene reso noto che, ove possibile, può essere autorizzato il rientro in aula dei compagni per mantenere "una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica". In particolare come esplicato dal Capo dipartimento del ministero all'Istruzione Marco Bruschi in una circolare, "i dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell'alunno con disabilità nell'ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato". (Qui il testo intergrale dell'ordinanza del 6 novembre firmata da dal Capo dipartimento del ministero all'Istruzione).

E dunque anche una scuola media aretina si è adeguata ed ha lanciato la proposta: via libera al rientro in classe, non tutti insieme ma a turni, al fianco di Angelo. "La nostra dirigente - spiega ancora la mamma - ha dato l'autorizzazione a procedere ma, la sorpresa più bella che ha davvero meravigliato tutti, è stata che la classe intera e tutte le famiglie si sono offerte per mandare i loro figli a scuola, a rotazione, a far compagnia a Angelo e fare lezione. Nei giorni seguenti all'avvio, altri genitori mi hanno contattato dicendomi che i loro figli erano felici di questa esperienza e molto più sereni. Angelo invece non ha fatto mistero del suo entusiasmo dicendomi: "Mamma, è tutto bellissimo". Stesse reazioni da parte della scuola, dei professori, della preside e di tutto il personale che ha sottolineato come quella che stiamo vivendo sia un'esperienza unica di crescita per tutti e davvero speciale. Sono convinta che questa sia la prova che quando c'è la buona volontà e l'impegno, e tutti uniamo le forze, si ottengono risultati grandissimi anche in una situazione triste e tremenda come questa. Io posso solo dire grazie a tutti: sono fiera di avere vicino persone così belle e Angelo è fortunato ad avere vicino così tanta gente che gli vuole bene. Mi sento più serena".

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