Richiedenti asilo a scuola di "legalità sul lavoro". La prima classe pronta ad una lezione pratica in azienda

“La legalità passa attraverso il rispetto delle regole”. Il riferimento è quello fatto dal prefetto di Arezzo, Clara Vaccaro, e riguardante la realtà dei richiedenti asilo. Una realtà che, molto spesso, è fatta di precarietà e assenza di un...

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“La legalità passa attraverso il rispetto delle regole”.

Il riferimento è quello fatto dal prefetto di Arezzo, Clara Vaccaro, e riguardante la realtà dei richiedenti asilo. Una realtà che, molto spesso, è fatta di precarietà e assenza di un impiego che consenta non solo un normale processo di integrazione ma anche l'inserimento in un tessuto sociale come quello italiano.

Attualmente in provincia sono 1.150 i migranti accolti nelle varie strutture presenti nel territorio. Molti di essi lavorano ma non hanno un contratto oppure, nella peggiore delle ipotesi, rischiano di ingrossare le fila del lavoro sommerso e dell’illegalità.

E’ per anche per questa ragione che la prefettura di Arezzo, grazie alla collaborazione di CGIL, CISL, CIA e Coldiretti, ha dato avvio al corso di formazione dal titolo “Educazione alla legalità sul lavoro”, seminario rivolto ai richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza temporanea della provincia di Arezzo.

La mattinata si è articolata in due lezioni consecutive nel corso delle sono state approfondite tematiche strettamente connesse alla sicurezza al contratto di lavoro con particolare riferimento al settore agricolo, da sempre uno dei più affollati dalla mano d’opera non italiana.

La nota della Prefettura

Nella mattinata odierna, presso la sede della Prefettura di Arezzo, il Prefetto Clara Vaccaro ha inaugurato il primo incontro del corso di formazione intitolato “Educazione alla legalità sul lavoro” destinato a favore dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, accolti in questo territorio provinciale.

Il progetto vede il coinvolgimento delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura nonché delle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila.

L’iniziativa, che si articolerà in un ciclo di lezioni, nasce dalla consapevolezza che una vera integrazione degli stranieri nel tessuto economico e sociale del paese ospitante si possa realizzare compiutamente solo laddove gli stessi siano posti nelle condizioni di conoscere le norme che regolano la vita di relazione ed, in particolare, l’attività lavorativa.

In tale contesto, e tenuto conto della spiccata vocazione agricola del territorio, si è pensato di promuovere un percorso formativo che sostenga gli stranieri nella conoscenza della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sul rispetto dei diritti e dei doveri dei lavoratori in agricoltura. In tal modo, sarà possibile educare e guidare gli stranieri nella conoscenza della normativa di settore, evitando agli stessi di accettare condizioni di sfruttamento e di cadere nella rete delle organizzazioni che gestiscono traffici illeciti di manodopera, contribuendo ad elevare il livello di efficacia dell’azione di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di illegalità nel comparto lavorativo agricolo.

Nella giornata inaugurale, referenti delle suddette associazioni ed organizzazioni hanno curato interventi dedicati alla “sicurezza sul lavoro” ed al “contratto di lavoro” del settore agricolo.

Nei successivi incontri verranno approfonditi altri aspetti, anche attraverso applicazioni pratiche presso alcune aziende agricole.

All’incontro di stamane erano presenti circa 40 richiedenti protezione internazionale ospitati presso i centri di accoglienza gestiti dalla Croce Rossa Italiana, dall’Associazione Thaoma e dall’Associazione Culturale Bangladesh. Il programma prevede, nelle successive sessioni, la partecipazione degli stranieri accolti in tutte le altre strutture di accoglienza.

Il Prefetto ha ringraziato le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali per il prezioso e determinate apporto professionale fornito per la realizzazione dell’iniziativa.

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