Bar, ristoranti e negozi: la Toscana riapre tutto. Il presidente Rossi: "Ho un'altra opinione, ma ci adegueremo"

Cosa cambia da lunedì 18 maggio, quali attività potranno riaprire i battenti e come dovranno comportarsi i cittadini. Ecco cosa ha stabilito il governo

Foto di repertorio

Il 18 maggio si avvicina e in molti si chiedono cosa sarà consentito fare e quali attività saranno accessibili. Sicuramente gli spostamenti all'interno del territorio regionale non saranno soggetti ad alcuna limitazione (eccetto per chi si trova in quarantena). Oltre ai negozi di beni di prima necessità potranno riaprire anche bar, estetiste e parrucchieri ma, ovviamente, resteranno vietati gli assembramenti. Sono questi alcuni dei temi contenuti nello schema di decreto legge apparso sul tavolo del Consiglio dei ministri (convocato alle 12 e poi slittato alle 21 di ieri sera, 15 maggio, e finito nel cuore della notte). Le autocertificazioni non saranno più necessarie ma i viaggi saranno possibili solo all'interno della stessa regione. Soltanto dal 3 giugno i confini regionali si apriranno nuovamente. Le regioni potranno adottare misure più restrittive, in base ai dati epidemiologici che comunque dovranno essere continuamente tenuti sotto stretto controllo.

Linee guida che trovano perplesso il presidente toscano Enrico Rossi che, attraverso un post apparso sui social, sottolinea come: "Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività, ieri sera il governo ha deciso la svolta. O meglio, un vero contrordine. La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito. La mia opinione era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza. I nostri dati sono migliori rispetto a quelli di tante regioni sia in termini di mortalità sia in termini di diffusione e controllo del contagio. Pertanto, oggi, appena saremo in possesso delle disposizioni nazionali, adotteremo, allineandoci con esse, le ordinanze regionali in Toscana".

Dunque la Toscana si adatterà e procederà nella direzione indicata dal governo anche se Rossi non nasconde che avrebbe "preferito maggiore cautela, ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto. L’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora. Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico. Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro. E che la ripresa delle attività sia realmente anche una ripresa economica".

Ecco cosa si potrà fare da lunedì 18 maggio e quali attività torneranno operative.

Spostamenti e autocertificazioni

Per spostarsi all'interno della propria regione non servirà più l'autocertificazione. Il modulo invece servirà ancora per uscire dalla regione di residenza per i soliti comprovati motivi: lavoro, salute, necessità e urgenza.

Amici, c'è il via libera

Dopo il via libera per incontrare i congiunti adesso sarà possibile anche vedere gli amici. Non ci sono limitazioni sul numero di persone, ma resta il divieto di assembramento e il rispetto del distanziamento sociale sia in luoghi chiusi che in quelli aperti.

Seconde case

Si potrà andare nelle seconde cose e anche soggiornarvi purchè siano nella stessa regione di residenza. Resta il divieto di raggiungere le seconde case fuori regione se non per motivi di necessità e urgenza.

Attività commerciali

La riapertura delle attività commerciali è prevista il 18 maggio. Anche se nella bozza di decreto non è specificata nessuna data. A creare dibattito e preplessità sono stati gli indirizzi Inail circa le misure da adottare per la riapertura di determinate categorie. Le Regioni sono riuscite a trovare una linea comune, sottoscrivendo un documento che prevede linee guida uguali per tutti per i vari settori commerciali: ristoranti, stabilimenti balneari, alberghi, parrucchieri, estetisti, negozi al dettaglio, piscine, palestre, musei.

Ristoranti e bar

La proposta prevede vari aspetti. Ad esempio, nei ristoranti viene consigliato che i tavoli siano "disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti"; la consumazione al banco, per quello che riguarda i bar, è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti; vietata la consumazione a buffet.

Aree pubbliche

Nella bozza di decreto legge si legge anche che fino all'accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria chi è sottoposto alla quarantena, per la positività al virus, non può spostarsi dalla propria dimora. Nel decreto si prevede ancora che il sindaco possa disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Chiese e luoghi di culto

Da lunedì ripartono anche le messe nelle chiese con misure molto rigide di distanziamento approvate nel protocollo sottoscritto dalla Cei con il Viminale e poi esteso a tutte le altre confessioni. Officianti e fedeli con mascherina, posti ridotti e distanza, comunione data nelle mani, niente scambio del segno della pace, sanificazione prima e dopo ogni cerimonia.
Riaprono anche sinagoghe e moschee.

Musei e gallerie

Porte aperte anche per musei e gallerie d'arte. Anche in questo caso l'accesso a questi luoghi sarà consentito indossando mascherine e effettuando prenotazioni che diventano obbligatorie per le visite. Ogni struttura dovrà definire uno specifico piano di accesso per i visitatori, dai giorni di apertura agli orari, dal numero massimo di persone ammesse all’interno al sistema di prenotazione.  Non sono consentite visite di gruppo.

Alberghi 

Prevista anche la riapertura di alberghi, bed and breakfast e agriturismi. Nelle aree comuni sarà obbligatorio per tutti indossare sempre le mascherine. Vietati i buffet, colazione e pasti serviti solo in sala con la stessa disposizione dei tavoli dei ristoranti. Percorsi differenziati per muoversi all’interno delle strutture, in ascensore uno alla volta tranne che per persone che stanno nella stessa stanza o dello stesso nucleo familiare. 

Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative

Allegati

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Quando si esce dalla zona rossa? Le Toscana spera a dicembre. Ma Arezzo ha un indice Rt che spaventa

  • Sushi ad Arezzo, i migliori ristoranti

  • "In tre giorni la situazione è precipitata", il messaggio del veterinario Brandi che lotta contro il Covid

  • Nuove regole allo studio per Natale e Capodanno: verso il Dpcm del 3 dicembre

  • Coronavirus, sono 2.207 i nuovi casi in Toscana. 48 i decessi: quattro sono aretini

  • Nuovi assetti bancari in provincia:18 filiali Ubi passano a Bper. Tra queste anche la sede storica di Banca Etruria

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento