Le attività di Atracto e Avo nella Clinica di Riabilitazione Toscana

Atarcto è l’acronimo di Associazione Traumi Cranici Toscani che dal 1997 si occupa dei percorsi di chi ha una grave cerebrolesione acquisita in tutta la Regione toscana.

73: l’ospedale. Il primo numero uscito nella tombola giocata al quarto piano dell’ospedale del Valdarno. Al tavolo i pazienti della CRT. Numero promettente: anche loro sperano di uscire presto dalla Clinica. Sono pazienti in riabilitazione, sia neurologica che ortopedica. I loro tempi di degenza sono lunghi, spesso molto lunghi. Giocare a tombola, fare due chiacchere, leggere un libro per loro è importante. E importanti sono quindi i volontari di Atracto e Avo Valdarno che dedicano a loro tempo e attenzione.

Atarcto è l’acronimo di Associazione Traumi Cranici Toscani che dal 1997 si occupa dei percorsi di chi ha una grave cerebrolesione acquisita in tutta la Regione toscana. Organizza e promuove progetti finalizzati ad una maggiore integrazione sociale delle persone con disabilità acquisita. Avo Valdarno è l’Associazione volontari ospedalieri e presta la sua assistenza soprattutto nei reparti ospedalieri, nelle Asp/Rsa.

“Abbiamo sempre fatto questo tipo di attività – spiegano le volontarie di Atracto. Dedicare tempo agli altri è una cosa che ti viene da dentro. Qualcuna di noi ha vissuto l’esperienza ospedaliera anche dall’”altra parte” assistendo a lungo propri familiari ed ha capito quanto importante sia avere la possibilità di portare, almeno la testa, fuori dall’ospedale per qualche ora. E’ come riprendere fiato, una boccata d’ossigeno”.

Il volontariato fa bene anche a chi lo fa: “alcune di noi sono ormai pensionate ed hanno figli grandi. Abbiamo quindi più tempo da mettere a disposizione e fare esperienze di questo tipo è importante anche per noi”.

In una struttura come la CRT, le attività seguite dai volontari sono ancora più importanti: “la tombola, le carte, le varie attività che facciamo hanno certamente un aspetto ludico ma possono rientrare nelle attività riabilitative, sia con i movimenti richiesti con il gioco, sia con i dialoghi che si sviluppano”.

Ivana Cannoni, Presidente di Atracto Valdarno è particolarmente soddisfatta di questa esperienza: “teniamo molto alla CRT anche perché siamo stati tra coloro che, 25 anni fa, sollecitarono la costituzione di questa struttura in Valdarno. Siamo vicini ai pazienti ma anche alle loro famiglie per le quali abbiamo aperto uno sportello informativo e di ascolto”.

Giovanni Rabizzi è Presidente dell’Avo Valdarno, associazione che si è costituita nel 1979 e aderisce a FederAvo Milano. “In questo ospedale siamo presenti non solo nella CRT ma anche nei reparti di medicina, chirurgia, ortopedia, medicina d’urgenza, hospice, pediatria, radioterapia. Vogliamo essere vicini a tutti coloro che sono ricoverati in ospedale e nelle Rsa/Asp. Ascoltiamo, parliamo, doniamo un sorriso, talvolta siamo anche una sorta di parafulmine per gli sfoghi di persone che vivono stress emotivi particolarmente pesanti”.

Soddisfatti i volontari, soddisfatta la CRT. “Le attività di Atracto e Avo Valdarno sono particolarmente importanti per i pazienti – commenta Desiré Anelli, assistente sociale della CRT. Le attività vengono svolte in contesti attigui ma comunque esterni ai reparti. Si gioca e si parla in un ambiente che non contiene letti, strumenti di riabilitazione o di cura. Per chi trascorre lunghi periodi in ospedale, questi momenti sono veramente preziosi”.

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Alessandra Stocchi è la psicologa clinica della CRT: “i nostri pazienti sono veramente contenti. Le attività dei volontari non sono estranee alle nostre ma perfettamente integrate. Lo possiamo definire un “lavoro di rifinitura” della complessiva presa in carico del paziente. In altri contesti potremmo dire che è come fare l’orlo: un perfezionamento del lavoro complessivo. Anche per questo c’è un ottimo rapporto tra i volontari e il personale della clinica. Tutti insieme lavoriamo per un unico obiettivo: il benessere dei pazienti”.

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