Martedì, 22 Giugno 2021

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Dal set de "La vita è bella" a sede documentale per l'agricoltura. Avviati i lavori a Il Poggiale; storia e sviluppo di una leopoldina premio Oscar

Nelle scorse settimane hanno preso avvio i lavori di restauro e riqualificazione della storica leopoldina situata lungo la Setteponti a pochi chilometri da Castiglion Fiorentino. Qui nel 1997 Roberto Benigni girò alcune scene del film che ha reso Arezzo famosa e ammirata in tutto il mondo

Chi vive nella zona la conosce ed ha lo stesso volta familiare di una persona di casa. Accucciata a ridosso delle pendici del Pratomagno, rivolta verso la Setteponti a due passi da Castiglion Fibocchi c'è la leopoldina de Il Poggiale. Un edificio che vanta una storia gloriosa quanto antica e che, nel suo passato più recente, ha "ricevuto" persino un premio Oscar. È qui che Roberto Benigni nel 1997 ha girato alcune scene del suo capolavoro "La vita è bella", pellicola che non solo ha conquistato il massimo riconoscimento (1999 Oscar come miglior film in lingua straniera, miglior attore protagonista a Roberto Benigni e miglior colonna sonora a Nicola Piovani), ma che ha consacrato Arezzo mostrando una città spettacole ricca di meraviglie e luoghi mozzafiato. Tra questi anche la leopoldina de Il Poggiale, originariamente appartenuta alla famiglia Occhini e poi divenuta patrimonio della Fraternita dei Laici.

Soltanto qualche settimana fa, la struttura era balzata agli onori della cronaca a causa degli importanti danneggiamenti che il tempo e le intemperie avevano provocato. Dopo il crollo di una porzione del tetto della casa principale, anche il piccolo fienile dal quale, sempre nel film, Nicoletta Braschi piomba su un cumulo di paglia e viene accolta dall'indimenticabile: "Buongiorno principessa", era crollato completamente lasciando un cumulo di macerie al suo posto.

Nella circostanza fu il primo rettore della Fraternita Pier Luigi Rossi a sottolineare come l'intero podere, nonché il complesso architettonico, sarebbero stati oggetto di un importante attività di recupero e restauro. E così, proprio in questi giorni, ecco che ha preso il via il restyling de Il Poggiale. Con un investimento di circa 400mila euro, la Fraternita ha aperto il cantiere che riporterà l'edificio al suo antico splendore e lo strasformerà in una più moderna e accogliente struttura. Come sottolineato dal primo rettore Rossi, l'edificio diventerà sì agriturismo ma, anche, sede di documentazione e formazione su “architettura rurale, del paesaggio agrario, biodiversità agro alimentare della Toscana, qualità dei prodotti tipici locali, lavoro agricolo dei contadini e ospiterà incontri scientifici ed artistici. Una sede moderna e dinamica in una cornice paesaggistica secolare con valenza internazionale". Ovviamente i richiami alla pellicola di Benigni saranno la cornice di un contesto già particolarmente ricco quanto affascinante. "Del nostro piano - spiega ancora il primo rettore Rossi - ho informato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. A lui ho esposto il nostro progetto ricordando come la leopoldina potrebbe diventare sede di documentazione della rivoluzione agricola fatta dal granduca Pietro Leopoldo in Toscana nel ‘700. La Fraternita fu sostenuta e valorizzata dal granduca tanto che, nel palazzo di piazza Grande custodiamo un suo ritratto eseguirto da Giovanni Cimica artista di Castiglion Fibocchi nato nel 1742. Per tanto chi meglio della nostra istituzione può valorizzare questo connubio?".

Storia degli edifici de Il Poggiale

Così come contenuto nella relazione redatta dallo studio di architettura Massimo Tavanti e presentata alla Fraternita dei Laici, ecco i dettagli storici riguardanti il complesso alle porte di Castiglion Fibocchi. 

Il casolare “Il Poggiale” è rappresentativo, nel suo insieme, di un esempio di architettura rurale dei secoli XVIII-XIX. Il complesso è situato nella parte nord-ovest del territorio comunale di Castiglion Fibocchi, a circa due chilometri dal centro abitato, all’interno di un ampio podere. La loro esistenza è attestata con certezza dal cartoncino di frazionamento del 18471 ove i due fabbricati sono identificati dall’appezzamento n. 271. Si presume che la loro realizzazione sia determinata da un consistente incremento produttivo del podere ed un crescente fabbisogno di mano d’opera, imputabili sia ad un eventuale ampliamento delle aree coltivate (facilmente rilevabile attraverso un confronto tra la consistenza 1 A.S.A. Catasto Lorense, Comunità dei due comuni distrettuali di Laterina, Sezione D di Romitorio e Pieve S. Quirico, cartoncino di frazionamento n. 7 scala 1:500, anno di riferimento 1847, arroto n. 35 2 del podere nel periodo compreso tra il 1845-1850, e quella indicata nel 18242 , che all’introduzione di nuove colture e tecniche produttive. Contrariamente a quanto verificatosi nei decenni precedenti, in cui più volte erano stati attuati modesti interventi, volti ad adattare la struttura edilizia preesistente alle mutate esigenze del podere, nel 1847 vennero realizzati una nuova casa colonica ed un annesso, in grado di offrire ampie stalle, nuovi magazzini per la conservazione dei prodotti agricoli ed una nuova abitazione, capace di accogliere un secondo nucleo familiare. Il Casale, sino alla sua cessione alla Fraternita dei Laici è appartenuto a più rami della famiglia Occhini, tra l’altro proprietari di numerosi altri immobili situati nel comune di Castiglion Fibocchi, tra cui la prestigiosa Villa-fattoria omonima, situata nel borgo di Santa Croce. Detti interventi vanno ricondotti ad un profondo interesse del proprietario, Giovan Battista Occhini, verso lo sviluppo e la razionalizzazione dell’attività agricola. A lui infatti sarebbero imputabili una serie di migliorie apportate anche ad altre proprietà nel medesimo periodo. Nella documentazione catastale dell’epoca3 si rilevano infatti numerosi arroti e volture che relativamente alla famiglia Occhini, documentano l’acquisto di terreni, la realizzazione di nuovi fabbricati rurali e pertinenze esterne, nonché modifiche e dei tracciati di alcune strade poste all’interno dei loro poderi. Il figlio, Giovan Battista, fu il più attento alla questione agraria, dando inizio nel 1844 a consistenti interventi di miglioria nei poderi e nelle case coloniche di sua proprietà, tra cui gli edifici oggetto del nostro intervento. Giovan Battista, morto nel 1857, lasciò l’eredità ai nipoti Luigi e Santi Occhini, sotto le quali gestioni il Poggiale fu diviso, nel 18934 (4), in due proprietà: la casa a sviluppo longitudinale a Luigi, la Leopoldina e il fienile a Santi. Nel 1916 Luigi morì e nel 1922, dopo la morte di Santi, la proprietà tornò ad essere unica e furono assegnati i beni dello zio ai nipoti Pier Lodovico e Giovan Battista. Giovan Battista restò proprietario fino alla sua morte, avvenuta nel 1964. Il casale il Poggiale attualmente è in possesso della Fraternita dei Laici, ente di assistenza benefica e promozione culturale della città di Arezzo. Nel 1964, la Fraternita fu infatti designata erede universale dell’ingente patrimonio del conte Giovan Battista Occhini, ai fini dell’istituzione, presso il comune di Castiglion Fibocchi, di una fondazione che avrebbe dovuto perseguire finalità ed iniziative di carattere sociale e culturale.

Qui la relazione completa

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