Niente negozi di cannabis (legale) in centro e modifiche per i servizi igienici. Comanducci: "Così favoriamo decoro e commercio"

Il nuovo regolamento ha ottenuto 19 voti favorevoli, un contrario e 5 astenuti.

Negozi e rivendite di cannabis legale?
Potranno aprire ma non all'interno del centro storico della città.
Fuori dalle mura sì ma dentro no.
A stabilirlo è stato il consiglio comunale di Arezzo che quest'oggi ha votato, tra le altre, anche una delibera che mira alla modifica del regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico.

"All’articolo 3 - fanno sapere dall'amministrazione comunale - che disciplina le attività economiche e i settori merceologici non più consentiti all’interno delle mura cittadine, dagli articoli per l’imballaggio industriale al gas in bombole, dalla officine meccaniche di riparazione auto e moto ai money change/transfer, phone center e internet point, dai compro oro ai minimarket e alle sale giochi e centri scommesse, si aggiungono gli esercizi dedicati interamente al commercio dei prodotti derivati dalla cannabis legale, o cannabis light, come integratori, caramelle, cosmetici, semi, piante, integratori".

Novità anche per quanto riguarda i locali di somministrazione: tra i 20 e i 30 metri quadrati non è obbligatorio prevedere un bagno, tra i 30 e 60 metri quadrati occorre la presenza di un bagno per i clienti, oltre i 60 il bagno per la clientela deve essere accessibile ai disabili. Sono previste alcune deroghe per i locali vincolati dalla Soprintendenza.

Inoltre, i giardini Porcinai entrano all'interno della planimetria del centro protetto e nelle aree che prevedono il ritiro dei rifiuti con modalità porta a porta, è fatto obbligo di scolare adeguatamente i rifiuti da ogni liquido prima di riporli nel sacchi da esporre, per fare in modo che nulla possa fuoriuscire. Pena sanzione pecuniaria.

Il nuovo regolamento ha ottenuto 19 voti favorevoli, un contrario e 5 astenuti.

“Abbiamo fatto un tagliando al regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico, a poco più di un anno dalla sua approvazione - spiega l'assessore comunale Marcello Comanducci - Intanto diamo a queste norme un giudizio positivo. Lo stop all'apertura di alcune attività ha certamente restituito la giusta dimensione estetica e turistica al nostro 'salotto', pensiamo a minimarket, money transfer, phone center, compro oro, sale giochi, attività alimentari non della tradizione. A cui si aggiunge adesso la cannabis light. La strada intrapresa, dunque, è quella che ci proponevano ma allo stesso tempo abbiamo ritenuto di monitorare alcune situazioni e capire se necessitavano di una rimodulazione. Certamente, quello dei metri quadrati dei locali di somministrazione e del rapporto tra superficie destinata all'attività principale e bagno eventuale è un aspetto che è emerso. Abbiamo così ritenuto di dare maggiore elasticità al rapporto metri complessivi/servizi igienici, con ulteriori deroghe per i locali ubicati all'interno di immobili vincolati dalla Soprintendenza: tra i 20 e i 30 metri quadrati non è obbligatorio prevedere un bagno, tra i 30 e 60 metri quadrati occorre la presenza di un bagno per i clienti, oltre i 60 il bagno per la clientela deve essere accessibile ai disabili. Diamo così una risposta agli imprenditori e allo stesso tempo tuteliamo  anche le persone con impedimento motorio.

Confermiamo dunque la natura di questo regolamento: che deve essere elastico, attento alle situazioni concrete, funzionale allo sviluppo economico-turistico del centro storico. Senza inutili rigidità. Continueremo con questi check periodici per mantenerne la sostanza ma anche per plasmarlo sulla base a quanto emerge dalla realtà e dalle esigenze degli operatori. E non dimentichiamo l'inasprimento delle sanzioni per chi lascia i rifiuti provocando sporco per strada a causa dei liquidi persi. Un ulteriore segnale che va nella direzione che auspichiamo in quanto questo fenomeno è ancora fortemente diffuso”.

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