Le vittime di Podere Rota: "Valdarno pattumiera, altro che ambiente". E San Giovanni è contro l'ampliamento della discarica

Le reazioni all'annuncio del nuovo progetto per l'impianto di Terranuova Bracciolini che vedrà investimenti per 24 milioni di euro

“Si tratta di un film già visto”, il comitato “Le Vittime di Podere Rota” va all'attacco dell'ampliamento della discarica valdarnese.

Appena concluse le elezioni regionali, ecco l’uscita pubblica della nuova società Valdarno Ambiente che annuncia l’ampliamento: l'ennesimo, nonostante le promesse, i comprovati impatti ambientali e i gravi disagi alla salute dei cittadini e a tutto il territorio. Siamo veramente stanchi degli impegni disattesi della classe politica. Siamo quasi al 2021, data prevista della chiusura della discarica, e ne reclamiamo il rispetto".

Dopo l'annuncio del nuovo progetto per Podere Rota, si alzano le polemiche.

"Ricordiamo che nella recente relazione - dicono dal comitato - Arpat rimarca senza mezzi termini il peggioramento dell’inquinamento delle acque profonde e il non risolto problema dell’impatto odorigeno, ma per tutta risposta assistiamo invece alla nascita di una nuova società, avallata dal partito che ha vinto le elezioni regionali, che intraprende un percorso di ampliamento come unica soluzione alla gestione dei rifiuti. Questo è il fallimento della politica. Noi non accettiamo il silenzio dei sindaci della vallata che devono ricordarsi degli impegni presi e lottare con noi per evitare qualsiasi forma di permanenza degli impianti dopo il 2021. Ci aspettiamo che i sindaci valdarnesi non si nascondano dietro la figura del sindaco terranuovese ma prendano posizione su questo nuovo scempio, anche nei confronti della regione e del presidente Giani”.

Il presidente Lisciandro afferma: “ancora una volta non conta l’ambiente e nemmeno la salute dei cittadini, si continua a speculare sull’emergenza rifiuti per giustificare l’ennesimo ampliamento che altro non è che una ghiotta occasione per fare soldi, mettendo, con i soldi del disagio ambientale, a tacere cittadini e amministrazioni comunali; gli stessi che scendevano in strada con noi per manifestare contro la discarica. Cercheranno come è già successo di addolcire la pillola con ennesimi buoni propositi e promesse, ma continuano come sempre con la solita politica di sfruttamento del nostro Valdarno che ormai può chiamarsi sicuramente Valdarno Pattumiera, altro che Valdarno Ambiente". Il comitato conclude: “Stanno cercando di camuffare con un nome che riporta la parola Ambiente, la morte definitiva del nostro territorio, delle nostre speranze e della nostra salute, ma venderemo cara la nostra pelle e come sempre non staremo a guardare".

Il sindaco di San Giovanni Valdarno contro l'ampliamento

E un sindaco della vallata, Valentina Vadi di San Giovanni Valdarno, dice: “Quello presentato ieri dalla nuova società, Valdarno ambiente, che gestirà la discarica di Podere Rota è un piano di ampliamento imponente e inaccettabile per la città di San Giovanni e tutto il Valdarno. Parliamo di un impianto aperto da oltre venticinque anni, un tempo che evidenzia bene come questo territorio abbia già fatto tanto in termini di smaltimento dei rifiuti. Oggi Valdarno Ambiente, invece di dare seguito all’impegno del 2011 di chiudere l’impianto nel 2021, mette in campo un progetto da 24milioni di euro, che prevede un allargamento dei volumi pari a 800.000 metri cubi che porterebbe ad intensificare il flusso dei rifiuti, provenienti da tutta la regione, su questo sito. Un programma di ampliamento e potenziamento a cui rispondo con la mia assoluta contrarietà: non si può pensare che siano sempre gli stessi territori e gli stessi cittadini, per decenni, a subire il medesimo impatto dovuto alla presenza di un impianto di smaltimento dei rifiuti.  L’ultima relazione di Arpat relativa al biennio 2018-2019, di cui ho dato comunicazione nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, rileva infatti la persistenza del problema delle maleodoranze. Come è possibile che a tutto questo si risponda con un ampliamento della discarica?” E’ quanto dichiara Valentina Vadi, sindaco di San Giovanni Valdarno a seguito del progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota, presentato ieri a Terranuova Bracciolini dai vertici di Valdarno ambiente. “Vogliamo capire perché non sono state cercate e individuate soluzioni alternative a questa che di fatto porterà a potenziare la discarica di Podere Rota. Perché questa soluzione non è stata scongiurata, considerando che la normativa europea chiaramente vieta l’apertura di nuove discariche o l’ampliamento di discariche già esistenti – continua il sindaco Vadi – A questo punto auspico fortemente che tutti i Comuni del Valdarno aretino, che nel corso del 2018, hanno approvato nei rispettivi Consigli Comunali atti di indirizzo per la chiusura della discarica al 2021, o al completamento dei volumi esistenti, diano una risposta univoca a questa notizia e si esprimano contrariamente a questa decisione. Faccio, inoltre, appello alla Regione Toscana e all’Assessore a cui sarà affidata la delega all’ambiente perché prendano una posizione netta contro l’ampliamento di un sito di discarica che è in vita da più di un quarto di secolo, affinché si facciano da garanti di una chiusura che era stata stabilita al 2021, dopo l’ultimo ampliamento del 2011. Faccio appello all’Ato Sud perché si esprima rispetto a questo decisione e definisca in quale ambito di programmazione impiantistica rientra questo progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota”.

“Come Sindaco di San Giovanni Valdarno, il territorio che più di tutti ha subito negli anni l’impatto ambientale della presenza della discarica volutamente realizzata nel confine e a ridosso di questo Comune, non voglio essere in nessun modo complice del secondo ampliamento di Podere Rota. Per questo mi adopererò in tutte le sedi istituzionali e politiche per fare in modo che venga mantenuto fede all’impegno della chiusura al 2021, come definito dopo l’ultimo ampliamento del 2011 – conclude il Sindaco Vadi -  Vogliamo che non soltanto il Comune di San Giovanni, ma tutto il Valdarno, sotto un profilo ambientale e di sostenibilità venga tutelato da chi vuole aprire una nuova ferita nel nostro territorio”.

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