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L'osteoporosi e le cure onerose. L'ultima battaglia di Rachele contro l'anoressia: "Non mi arrendo ma mi sento un peso"

Da oltre 10 anni la giovane soffre di anoressia. "Adesso però a farmi paura è l'osteoporosi che rischia di portarmi su una sedia a rotelle"

La battaglia di Rachele contro l’anoressia continua. “Un passo alla volta ma faccio la brava” racconta la 23enne che da oltre 10 anni sta cercando di sconfiggere un mostro invisibile quanto micidiale. Un percorso in salita, per nulla banale, ricco di imprevisti. A giugno la giovane aveva scelto di raccontare la sua storia nella speranza di sensibilizzare quante più persone possibile e, al contempo, richiedere aiuto. “Al tempo - racconta - avevamo lanciato una raccolta fondi su gofundme.com nella speranza di ricevere supporto per l’intervento dentale a cui dovevo sottopormi. Purtroppo c’è stato più di un problema e ad oggi sono in attesa di ripetere l’operazione”. È a causa dell’anoressia che le condizioni di salute di Rachele sono andate, col tempo, complicandosi. Quando aveva 19 anni è stata ricoverata d’urgenza a causa di un’importante setticemia per la quale i medici non hanno avuto altra scelta che rimuovere di tutti i denti. Il 19 luglio avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento ortodontico per realizzare delle protesi dentali compatibili con la sua condizione. “Ma a rendere tutto ancora più complicato ci ha pensato l’osteoporosi che si è presentata in forma particolarmente acuta - spiega ancora Rachele - ed è stato proprio a causa dell’instabilità della mia mascella che non è stato possibile eseguire l’intervento. I medici hanno detto che sarebbe stato troppo rischioso e dunque hanno deciso di rinviare il tutto a novembre in modo da darmi tempo per rinforzare le ossa”. Però, anche in questo caso nulla è risultato semplice. “Le cure per l’osteoporosi, patologia sorta in conseguenza all’anoressia, sono particolarmente complesse - specifica - l’utilizzo di farmaci più forti di quelli che sto assumendo adesso metterebbe a rischio ancora di più lo stato della mia bocca e delle mie gengive, per tanto, dovrei rivolgermi a dei centri specifici per le terapie. Per tanto al momento non so come comportarmi. Per ricevere cure adeguate dovrei rivolgermi presso centri specializzati. E ovviamente, i più accreditati, sono privati”. Ed è per questa ragione che Rachele rinnova l’invito “a chi ne ha la possibilità, di contribuire alla mia causa. So che il momento è davvero molto difficile ma ogni supporto che riceverò sarà per me importante. L’osteoporosi è solo l’ultima complicazione e ho paura che mi porterà sulla sedia a rotelle. Recentemente ho subito la frattura spontanea di una tibia e anche alcune vertebre sono state danneggiate dalla malattia. Il tutto si somma alle difficoltà ortodontiche e ad una condizione familiare non certo semplice. Mia mamma e i miei nonni materni sono la mia forza. Sono loro che si occupano di me. Ma io mi sento solo un peso per loro. Non sopporto più di sentire ogni sera mia mamma piangere. L’anoressia non è un capriccio è una malattia contro la quale sto lottando con tutte le mie forze ma adesso ho davvero bisogno che qualcuno mi tenda una mano”.

Per chi volesse sostenere la causa può farlo su "Doniamo un sorriso nuovo a Rachele"

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