Querelle Ghinelli D'Urso. L'ordine degli infermieri: "Non è il momento delle divisioni"

"La questione è quella della tutela della privacy delle persone sottoposte a tampone e, in particolare, di quelle risultate negative, i cui dati anagrafici sono richiesti dal sindaco e negati dalla Asl, a mio avviso con salde motivazioni"

Giovanni Grasso

Il presidente dell'ordine delle professioni infermieristiche (Opi) Giovanni Grasso interviene sulla querelle tra sindaco del comune di Arezzo, Alessandro Ghinelli e direttore genereale della Asl Toscana sud est Antonio D'Urso e riguardante il numero dei tamponi effettuati nel territorio provinciale.

“L'unità di intenti che ha caratterizzato fino a questo momento il nostro territorio è stato uno dei punti di forza che ci ha permesso di ottenere i buoni risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Auspico quindi che i toni di confronto abbastanza vivaci che hanno caratterizzato le ultime ore tra le due figure più importanti chiamate a gestire la materia sanitaria, il Direttore Generale della Asl e il Sindaco del capoluogo, trovino al più presto un chiarimento nelle sedi opportune”.

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Il presidente ribadisce che "la questione è quella della tutela della privacy delle persone sottoposte a tampone e, in particolare, di quelle risultate negative, i cui dati anagrafici sono richiesti dal sindaco e negati dalla Asl, a mio avviso con salde motivazioni. Devo dire che in tutta sincerità non mi sembra comunque una questione tale da creare una frattura istituzionale in un momento nel quale l'azienda, che ha ben operato fino ad ora come dimostrano i risultati che abbiamo di fronte, deve trovare i giusti equilibri per garantire ai cittadini tutti i servizi sanitari, Covid e non Covid, e d'altro canto il sindaco deve continuare ad avere quel ruolo di guida dei comportamenti della popolazione che tanto efficacemente ha saputo svolgere in queste settimane”

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