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Qualità dell'aria: i dati Arpat. Tendenza positiva, dicembre e gennaio i mesi neri per le Pm10

La qualità dell'aria ad Arezzo? Bene, ma non benissimo. Anzi, in città in alcuni specifici periodi dell'anno le condizioni sono state davvero pessime. L'incremento del traffico combinato all'assenza di pioggia e condizioni atmosferiche...

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La qualità dell'aria ad Arezzo? Bene, ma non benissimo.
Anzi, in città in alcuni specifici periodi dell'anno le condizioni sono state davvero pessime. L'incremento del traffico combinato all'assenza di pioggia e condizioni atmosferiche particolari sono stati gli ingredienti di un cocktail micidiale.

A rilevarlo è lo studio annuale effettuato dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Nella relazione riguardante gli approfondimenti eseguiti salta fuori che l'aria che tutti noi respiriamo ogni giorno potrebbe essere di qualità decisamente migliore.

Già lo scorso dicembre, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta aveva lanciato l'allarme circa lo sforamento di Pm10 nell'area della stazione ferroviaria e piazza Guido Monaco. (dati pubblicati nell'annuario 2017 Arpat e riguardanti il 2016)





Il quadro conoscitivo dello stato della qualità dell'aria ambiente del si basa prioritariamente sulle misurazioni ottenute dalle stazioni della Rete regionale di rilevamento gestita da Arpat, attiva dal gennaio 2011, che da tale anno ha sostituito le preesistenti reti provinciali. L'intero sistema e? coerente con la normativa comunitaria, nazionale e regionale con lo scopo di garantire una valutazione e una gestione della qualita? dell'aria su base regionale anziché provinciale.

Tre gli elementi inquinanti monitorati nelle varie stazioni Arpat presenti in città e fuori. Ozono, Pm10 e Biossido di azoto.

Ozono - Nel caso di questo agente chimico formato da tre particelle di ossigeno negli ultimi anni si è registrato un deciso incremento. L'eccezione arriva nel 2016 che tendenzialmente è stato un anno più morigerato sotto questo punto di vista.
Così come sottolineato dagli esperti, "la molecola di ozono si forma quando altri inquinanti, principalmente ossidi di azoto e composti organici volatili, reagiscono a causa della presenza della radiazione solare. Le sorgenti di questi inquinanti detti "precursori" dell'ozono sono di tipo antropico (i veicoli a motore, le centrali termoelettriche, le industrie, i solventi chimici, i processi di combustione etc. ) e di tipo naturale, quali boschi e foreste, che emettono i "terpeni" sostanze organiche volatili molto reattive. Le concentrazioni di ozono sono influenzate da diverse variabili meteorologiche come l'intensità della radiazione solare, la temperatura, la direzione e la velocità del vento: ecco perché si osservano delle sistematiche variazioni stagionali nei valori di ozono".


Pm10 - Nel mese di dicembre 2016 la situazione riguardante i superamenti di limiti consenti dalla legge è stata davvero preoccupante.

"In 24 delle 34 stazioni della rete regionale di monitoraggio della qualità dell'aria in Toscana attive per la misurazione del PM10 - spiegò all'epoca l'Arpat - nel mese di dicembre si sono registrati complessivamente 318 superamenti del limite giornaliero di 50 microgrammi/metro cubo (µg/m3) fissato sia dalla normativa europea ed italiana, che dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue linee guida per la salvaguardia della salute umana da inquinamento atmosferico".

Arezzo, in questo senso non fece alcuna eccezione.






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Uno scenario che in parte si è ripetuto ad agosto e settembre di questo anno. L'area più critica è sempre piazza della Repubblica, in prossimità della stazione ferroviaria.
Qui i dati pubblicati nel bollettino Arpat
Biossido - Da questo punto di vista i dati Arpat parlano chiaro. Le criticità maggiori hanno riguardato l'area di piazza della Repubblica. La presenza massiccia di automobili e veicoli ha avuto come conseguenza ovvia quella di innalzare i livelli di questo gas che si forma nei processi di combustione. Come noto, le emissioni da fonti antropiche derivano sia da processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, traffico), che da processi produttivi senza combustione (produzione di acido nitrico, fertilizzanti azotati, ecc.).
"È un gas irritante per l'apparato respiratorio e per gli occhi che può causare bronchiti fino anche a edemi polmonari e decesso. Contribuisce alla formazione dello smog fotochimico, come precursore dell'ozono troposferico, e contribuisce, trasformandosi in acido nitrico, al fenomeno delle "piogge acide".

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