Domenica, 25 Luglio 2021
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Provincia: "Il servizio ferroviario Arezzo-Stia non sarà cancellato"

"Il presidente della Società La Ferroviaria Italiana, si è lasciato andare a dichiarazioni sconcertanti sul rapporto con la Provincia, che è uno dei soci della Società che è stato chiamato a presiedere. La Provincia, secondo lui, avrebbe...

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"Il presidente della Società La Ferroviaria Italiana, si è lasciato andare a dichiarazioni sconcertanti sul rapporto con la Provincia, che è uno dei soci della Società che è stato chiamato a presiedere. La Provincia, secondo lui, avrebbe dichiarato che il servizio ferroviario Arezzo-Stia non è strategico: è una dichiarazione falsa ed infondata, la Provincia non lo ha mai fatto".

Così il presidente della Provincia Roberto Vasai risponde a quanto affermato ieri in una nota da Maurizio Seri. Quest'ultimo era intervenuto per spiegare agli utenti del Casentino un cambiamento di orari nel servizio e al termine della nota aveva paventato l'ipotesi dello smantellamento del servizio stesso da parte della Provincia. "Ricordo al Presidente di LFI che la Provincia è socio della Ferroviaria Italiana da oltre 50 anni ed ha contribuito, nei momenti in cui questi servizi costavano fior di miliardi per le perdite accumulate pregresse, a ripianare coerentemente tutte le perdite per garantire questo servizio. All'epoca, la Provincia deteneva il 30% della Società. Il Presidente di LFI forse non sa che le Province da quattro anni sono in fase di riordino e che la Legge Del Rio ha stabilito che le Province si occupino solo di strade provinciali e di scuole di secondo grado. Motivo per il quale le leggi Monti, Letta e Renzi hanno imposto che le Province escano da tutte le società che non sono correlate ai compiti istituzionali. Tra queste anche una società di trasporti che è in maggioranza dei Comuni e che non ha senso, secondo il Governo ed il Parlamento, mantenere con una così forte partecipazione provinciale. La Provincia ha offerto le proprie azioni ai Comuni, che hanno rifiutato tutti, al pubblico in generale che ha rifiutato anch'esso, ed ha chiesto quindi alla Società di riacquistare queste quote. Con una valutazione ragionevole, cosa che la Società si è ben guardata dal fare. L'udienza di gennaio del Tribunale, quindi, riguarda solo questo, riguarda l'importo che la Società dovrà versare alla Provincia per la cessione delle sue azioni. La Società potrà benissimo continuare la propria attività, rimanendo la maggioranza delle quote in mano ai Comuni, e non sarà certo posta in liquidazione per la richiesta della Provincia, a meno che non siano i Comuni stessi a farlo. Infine, i fondi derivanti da questa riacquisizione, la Provincia ha già stabilito di destinarli alle scuole superiori di sua proprietà e quindi ad un uso collettivo. Nessuno ha mai dichiarato la Ferrovia del Casentino non strategica, e ricordi il Presidente di LFI che in questi 50 anni la Provincia ha combattuto, quando aveva pienezza di poteri, a mantenere e sviluppare il servizio ferroviario da lui oggi presieduto.
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