"... e lo chiamano amore …". La Provincia di Arezzo in pista contro la violenza di genere

"Abbiamo deciso di coinvolgere i giovani per favorire una cultura della non violenza attraverso percorsi formativi, laboratori teatrali, laboratori video, simulazioni"

La Provincia di Arezzo insieme a quella di Siena e di Grosseto, nell’ambito delle politiche di pari opportunità, prosegue il progetto volto alla prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne "... e lo chiamano amore …" finanziato con fondi ministeriali del dipartimento per le pari opportunità.

“Il progetto - spiega la presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini - portall’attenzione il tema della violenza sulle donne  e vuole contrastare la base sociale e culturale che consolida la disparità di genere  limitando  ed impedendo una cittadinanza attiva e paritaria. La violenza di genere non può essere considerata come un amore criminale, o troppo amore; è solo violenza e potere maschile sulle donne. Le donne devono avere più autostima di se stesse, ed avere il coraggio di chiedere aiuto e denunciare ogni tipo di violenza da quella verbale, psicologica e fisica; non dobbiamo permettere a nessuno di farci maltrattare. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere direttamente i giovani per favorire una cultura della prevenzione e della non violenza attraverso percorsi formativi, laboratori teatrali, laboratori video, simulazioni. Puntiamo sul mondo della scuola che ha anche il compito di educare e formare i giovani, ma anche i giovanissimi, che troppo spesso sono spettatori di violenza sulle loro madri. Affidiamo ai docenti una missione importante che sdogani il tema del rispetto, della relazione fra i pari, della differenza di genere, perché la violenza, qualsiasi questa sia è una sconfitta per tutti per l’intera società. L’emergenza da Covid-19, non ha fermato e non formerà questo progetto, ma abbiamo solo modificato la metodologia di azione, che nell'anno scolastico 2019/20 grazie alla didattica on-line allaha permesso a studenti e studentesse di interessarsi su questi argomenti, realizzando degli elaborati, sotto forma di video, rivolti ai coetanei con lo scopo di sensibilizzarli contro ogni forma di violenza e discriminazione, dimostrando così, con la propria creatività, una crescita individuale e un forte senso di responsabilità civica. E’ necessario andare avanti con lo stesso impegno e per sottolineare la sensibilità degli studenti, la Provincia di Arezzo ha deciso di premiarli erogando, a favore dell'Istituto Scolastico di appartenenza, un contributo sia in denaro che sotto forma di buono libri. Inoltre la Provincia di Arezzo, ormai da anni, è impegnata nella realizzazione di percorsi formativi legati sempre su queste  tematiche, attraverso il coinvolgimento dei diversi componenti del tavolo provinciale di coordinamento per la cultura della legalità e della sicurezza, coordinato proprio dall’'ente Provincia, in collaborazione con l'ufficio scolastico provinciale e le forze dell'ordine. Un tavolo, che vede come attori parte dei soggetti aderenti alla rete antiviolenza, integrando negli anni il piano di offerta formativa, collegata prevalentemente a temi di legalità e sicurezza, con tematiche legate alla parità dei diritti e alla lotta contro la violenza di genere."

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sierologici, tamponi rapidi e molecolari: la lezione di Burioni utile per il caso di Arezzo

  • Quando si esce dalla zona rossa? Le Toscana spera a dicembre. Ma Arezzo ha un indice Rt che spaventa

  • Sushi ad Arezzo, i migliori ristoranti

  • "In tre giorni la situazione è precipitata", il messaggio del veterinario Brandi che lotta contro il Covid

  • Pier Luigi Rossi e la moglie guariti dal Covid: "Alimentazione fondamentale per superare la malattia"

  • Coronavirus, sono 2.207 i nuovi casi in Toscana. 48 i decessi: quattro sono aretini

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento