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Truffe agli anziani: amministrazione e prefettura insieme nella lotta a questo fenomeno

Tanti: "Un protocollo d’intesa per sensibilizzare, agire e condividere. Per i soggetti più fragili vale sempre il motto coniato in primavera: Nessuno lasciato solo"

“Chiunque sia in una condizione di difficoltà nell’affrontare la vita quotidiana, resta sotto il nostro occhio vigile. Gli anziani, come noto purtroppo, si sono rivelati i soggetti più fragili tra coloro che hanno contratto il Covid. Ma sono anche i più fragili sotto altri aspetti. Con la rete di protezione e tutela che abbiamo attivato sia la scorsa primavera sia questo autunno, ‘Nonni sicuri, nessuno lasciato solo’, è stato innanzitutto messo in piedi un servizio di spesa e consegna a domicilio dei beni di prima necessità. Adesso proseguiamo lungo la strada della sicurezza e solidarietà perché resta un altro pericolo sempre dietro l’angolo: quello delle truffe. Con il progetto che abbiamo messo a punto insieme alla prefettura, cerchiamo di dare risposta a questa criticità, coinvolgendo le principali realtà istituzionali, economiche e sociali del territorio”.

Con queste parole il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Lucia Tanti sottolinea la valenza del protocollo d’intesa intervenuto tra prefettura e amministrazione: la giunta ha dato l’ok definitivo alla sottoscrizione da parte del Comune.

“Tutto nasce - prosegue Lucia Tanti - dalla decisione del ministero dell’Interno di consentire l’impiego di una quota delle risorse economiche del Fondo unico di giustizia destinate ai Comuni per il finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto alle truffe ai danni di persone anziane. Dopo di che ci è stato comunicato che il Comune di Arezzo era destinatario di 36mila  euro, a condizione che presentasse un progetto specifico entro il 30 settembre scorso. Lo abbiamo fatto, prevedendo come azioni principali la predisposizione di una campagna informativa a carattere locale contro questo fenomeno increscioso, la creazione di un numero di telefono di supporto per instaurare un confronto diretto con operatori qualificati, azioni propedeutiche all’avvio del progetto stesso quali incontri con le forze dell’ordine operanti a livello locale, con la Asl, con le associazioni di categoria e gli enti del terzo settore, al fine di mettere in rete tutte le esperienze già in atto. Seguirà ovviamente anche una fase di monitoraggio dei risultati progressivamente acquisiti insieme agli enti coinvolti. A novembre la prefettura ha comunicato che il dipartimento di pubblica sicurezza del ministero aveva accolto il nostro progetto e riconosciuto il finanziamento. A seguire è stato prodotto un protocollo d’intesa per rendere il tutto operativo”.

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