Vigili del fuoco pronti a scendere in piazza: "Aumenti beffa e disparità rispetto agli altri corpi dello Stato"

Magnani (Cisl): "La situazione in provincia di Arezzo ha croniche carenze strumentali e di personale, nonostante la Fns Cisl stia da tempo lavorando per cercare di colmare tali deficit"

"Se non è una presa in giro poco ci manca. Ed è per questo che mercoledì 22 luglio, a partire dalle ore 10.00, avrà luogo la mobilitazione nazionale per rivendicare i nostri diritti”. A parlare è Alessandro Magnani, coordinatore provinciale della Federazione Nazionale Sicurezza della CISL di Arezzo, che non nasconde la propria amarezza di fronte a questo ennesimo atto di prevaricazione.
“L’aumento di soli 13 euro lordi ai Vigili del Fuoco più giovani - afferma Magnani - e neppure un centesimo per le pensioni dei più anziani, a fronte di uno stanziamento di 165 milioni voluto dal Governo e deliberato in origine per valorizzare le retribuzioni di questi lavoratori è irricevibile, così come non è accettabile il fatto che non sia stato coinvolto il sindacato nella contrattazione per la definizione degli aumenti. Il risultato è che la quasi totalità dello stanziamento è andato ai vertici e le briciole a chi, ogni giorno, dà grande prova di coraggio e abnegazione, così come è stato ampiamente dimostrato anche in questa emergenza sanitaria. Cambiano i Governi ma non cambia il modo di operare, perché sono decenni che i Vigili del Fuoco subiscono una disparità economica rispetto agli altri Corpi dello Stato. Quello che chiediamo è che la nostra retribuzione tenga conto dei rischi reali e della professionalità di chi, quotidianamente, scende in campo, non un premio per gentile concessione". 

I vigili del fuoco chiedono che vengano presentati degli emendamenti al decreto affinché possano "ottenere una risposta retributiva equa per tutto il personale e i 6 scatti ai fini pensionistici per tutti i Vigili del Fuoco. In sostanza una migliore distribuzione delle risorse economiche stanziate e una giusta previdenza per tutti.
Per quanto riguarda il territorio aretino, domani, si è scelto di non effettuare il presidio per non creare ulteriori disagi ai cittadini in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. La situazione in provincia di Arezzo ha croniche carenze strumentali e di personale, nonostante la Fns Cisl stia da tempo lavorando per cercare di colmare tali deficit, per poter operare in condizioni di maggior sicurezza e soprattutto garantire sempre maggiore qualità nei servizi resi alle nostre comunità”. 

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