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#IoApro, Luca e Alberto: "Chiediamo di lavorare anche a cena, i ristori sono irrisori"

I titolari del Bistrot 31 sono tra i ristoratori aretini che hanno deciso di aderire alla protesta nazionale contro le direttive anti contagio

 

#IoApro1501 è la protesta nazionale dei ristoratori andata in scena ieri contro le direttive anti contagio che impongono limitazioni a bar e ristoranti.

Luca Fossi e Alberto Lachi, soci titolari del Bistrot 31, ristorante nel cuore di Arezzo, hanno deciso di aderire in segno di dissenso contro le normative anti Covid del governo, tra le altre attività, l'apertura dei locali per le cene.

"E' stata una protesta simbolica per smuovere un po' la coscienza delle persone e chiedere alle associazioni di battere i pugni nelle sedi competenti perché siamo davvero alla canna del gas" - è il grido di allarme dei due giovani ristoratori. "Chiediamo di lavorare sia a pranzo che a cena, perché le stesse misure precauzionali che usiamo prima delle 18 sarebbero garantite anche per la sera ovviamente. Chiediamo di tornare alle nostre vite".

Luca e Alberto affrontano anche la questione legata ai ristori: "Sono stati irrisori, speriamo che il governo come promesso ci dia una mano in più perché quella che è stata data fino ad ora non è assolutamente sufficiente per noi e per nessuno che fa questo tipo di lavoro. Siamo una categoria importante, meritiamo rispetto".

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