Sabato, 31 Luglio 2021
Attualità

Proroga concessione Nuove Acque. Il Comitato aretino: "Ecco perché i sindaci hanno disatteso il proprio compito"

E' in calendario per questa mattina l'assemblea di Ait durante la quale, verrà ratificata (o meno) la proroga per la gestione del servizio idrico aretino a Nuove Acque. A decidere sulla questione saranno 50 sindaci della Toscana che compongono...

Comitato_Acqua_pubblica_arezzo1

E' in calendario per questa mattina l'assemblea di Ait durante la quale, verrà ratificata (o meno) la proroga per la gestione del servizio idrico aretino a Nuove Acque. A decidere sulla questione saranno 50 sindaci della Toscana che compongono l'assise.

Sulla questione della proroga interviene ancora una volta il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo che precisa quanto segue:

"Le motivazioni sostenute dai 14 sindaci schierati in favore del prolungamento di 3 anni e mezzo della concessione a Nuove Acque contiene ricostruzioni non vere sugli sviluppi della vicenda, a partire dalla collocazione temporale dell'avvio di questo percorso che era iniziato ben prima del luglio 2016 e non per iniziativa dei comuni che viceversa si ritrovarono a dover far propria una proposta partorita da Nuove Acque e sviluppata con i burocrati addetti all'ente di governo d'ambito, l'Ait.

Ne è prova il fatto che l'11 luglio 2016 ai sindaci riuniti nella conferenza territoriale venne consegnata dai funzionari Ait sia la documentazione per l'approvazione del piano tariffario 2016-2019, con relativo piano degli interventi programmati fino al 2024, sia la documentazione con il nuovo piano tariffario e quello degli interventi relativo al periodo 2016-2026. Non è vero che furono i sindaci a chiedere 72 milioni di maggiori investimenti ma era già stato tutto preordinato e confezionato compreso il testo dell'atto di indirizzo da far loro approvare per autorizzare il direttore Ait a fare richiesta a Nuove Acque di proporre il "nuovo piano" esteso, allora, fino al 2026.

Non è affatto vero che per gli anni a venire sia contrattualmente previsto l'aumento del 5% annuo e che con l'allungamento della concessione e l'ipotizzata "stabilizzazione delle tariffe" ( che consiste nell'aumentarle annualmente dell'1,5% fino al 2027) i contribuenti-utenti avrebbero un risparmio di almeno 2 milioni all'anno, poiché, viceversa, mantenendo il piano attuale, le tariffe registrerebbero un incremento annuo del 5% nel biennio 2018-2019 (+ 4 milioni) ma dopo subirebbero un pari decremento nel biennio 2020-2021 (- 4 milioni) con la differenza che, senza allungamento della concessione e con il piano attuale vigente, nei 3 anni successivi gli utenti-contribuenti si vedranno applicare tariffe decrescenti del 14,5% nel 2022, del 13% nel 2023 e del 7,5% nel 2024, ottenendo un risparmio totale di oltre 16 milioni. Non è vero che l'allungamento della concessione permetterebbe la rinegoziazione dell'attuale debito residuo del project financing (40 milioni) portando un risparmio complessivo di interessi di almeno 4 milioni perché se anche Nuove Acque ottenesse da altro istituto di credito un nuovo finanziamento al tasso di interesse del 2% , dovrebbe aggiungere ai 40 milioni di capitale da rimborsare a MPS almeno altri 4 milioni per l'estinzione anticipata del contratto di Swap sottoscritto con Dexia Crediop a copertura del rischio sui tassi e questo vanificherebbe il conseguimento del risparmio ipotizzato dai sindaci. Rimandando ad altre occasioni l'opportunità di confutare le ulteriori incongruenze insite nella nota diramata dai 14 sindaci che, ricordiamolo, hanno votato per il prolungamento della concessione, possiamo convintamente affermare che così facendo hanno disatteso il compito che dicono di aver inteso svolgere a tutela dell'interesse dei propri concittadini".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Proroga concessione Nuove Acque. Il Comitato aretino: "Ecco perché i sindaci hanno disatteso il proprio compito"

ArezzoNotizie è in caricamento