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Lucherini e Manneschi: "Con il programma per la qualità nell'abitare l'amministrazione manda un grande messaggio alla città"

"Il programma si concentra su area Tortaia ed ex caserma Cadorna"

Francesca Lucherini, assessore

Si chiama Pinqua ed è l'acronimo di Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare. Il Comune di Arezzo lo illustra con le parole degli assessori Francesca Lucherini e Monica Manneschi. Tutto ruota attorno alla riqualificazione: due le aree cittadine che saranno coinvolte. Una è la zona Tortaia, dove è in progetto la ristrutturazione di palazzine di edilizia pubblica di proprietà del Comune e, l'altra è la ex caserma Cadorna.

“Il Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, è un grande messaggio che questa amministrazione manda alla città - spiegano  in una lunga nota Lucherini e Manneschi - . Ci crediamo fermamente in un quadro peraltro omogeneo con altri progetti in serbo: nessuno è pensato come fine a se stesso ma in un contesto di ricucitura e riqualificazione che nulla lascerà al caso.

Con il Pinqua abbiamo acceso due grandi focus: l’area di Tortaia, in primis investendo sulla manutenzione e sulla ristrutturazione delle palazzine Erp ma anche procedendo in parallelo a una profonda rivisitazione dello spazio urbano. Perché abbiamo scelto Tortaia è presto detto: la zona costituisce uno degli assi principali del patrimonio di edilizia residenziale pubblica ma, a differenza di altri quartieri, vi insiste un complesso immobiliare completamente di proprietà comunale mentre altrove, edifici similari lo sono soltanto in parte. Dunque, Tortaia ci consente di intervenire su un immobile al 100 per 100 pubblico, con evidenti ricadute positive in termini di efficienza e rapidità.

Il secondo focus riguarda la ex Cadorna, per la quale è previsto un intervento di riqualificazione per ristrutturare gli edifici più degradati. 

Non è vero che il Pinqua si limitasse alle periferie - spiega Lucherini - ma poteva comprendere da uno a tre progetti attinenti sia aree centrali che non.  Anche qui la parola d’ordine è riqualificare. Cos’è allora più riqualificante di un intervento in una porzione strategica della città con il quale ristruttureremo edifici degradati per metterli poi a disposizione di un ente e di un servizio pubblico come il centro per l’impiego? Cos’è più riqualificante della trasformazione di una piazza da luogo di parcheggio a luogo d’incontro, per quanto venga mantenuto un numero congruo di posti auto per residenti e non? Cosa c’è di più qualitativo, come recita il Pinqua, di una piazza pedonale, con un volto nuovo, moderno, posta al centro di una strategia urbanistica definita?

I tempi di cui abbiamo potuto disporre sono stati strettissimi, il bando interministeriale che ha dato il via libera al Pinqua, seppur di due mesi prima, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 16 novembre. Questo ci ha costretto a tempi di reazione al limite dell’impossibile, impedendoci di coinvolgere la città, ma riuscendo comunque ad accreditarci regolarmente presso il ministero e poi a inviare i progetti alla scadenza del 16 marzo. Non è stato semplice costituire un gruppo di lavoro, mettere in pista gli atti necessari e concludere gli iter amministrativi, riunire attorno a un tavolo urbanistica, patrimonio, manutenzione, politiche sociali, politiche abitative, bilancio. Il tutto in meno di quattro mesi. Ci ha spronato il desiderio di raggiungere gli obiettivi prefissati, che ribadiamo sono coinvolgimento, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico comunale, qualità dei servizi per i nostri concittadini”.

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