Nuovo blitz di Progetto Vivere Vegan: maxi cartellone sul consumo di latte

L'associazione ha realizzato un gigantesco manifesto che si trova in viale Don Minzoni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Due settimane fa un primo manifesto era stato affisso in città per sensibilizzare le persone su ciò che comporta l’utilizzo delle uova. Oggi, l’associazione Progetto Vivere Vegan torna ad Arezzo con un nuovo blitz. Questa volta il cartellone 6×3, affisso in via Don Minzoni, ricorda che il consumo di latte non può prescindere dall’uccisione di migliaia di vitelli (e mucche). Sul manifesto si legge: “Il latte uccide i vitelli – gli animali sono sfruttati e uccisi nella produzione del latte”. 

"Ancora troppe persone - spiegano i militanti dell'associazione - non sanno cosa si nasconde dietro al commercio del latte: vitelli maschi portati al macello per la loro “tenera” carne e mucche cosi dette “da latte” fruttate, maltrattate e poi uccise quando non rendono più abbastanza per azienda. Le chiamano “mucche a terra” tanto arrivano ad essere debilitate a causa dello sfruttamento, non riuscendo più nemmeno ad alzarsi. Tutte le strade portano al macello Un luogo comune vuole che chi non mangia carne ma solo derivati animali, come latte e uova, non contribuisca all’uccisione degli animali. Non è così. La strada verso il macello per le mucche “da carne” è breve (2-3 anni); quella delle mucche “da latte” si allunga un po’ (4-5 anni) ma porta ugualmente al macello. E dopo sofferenze atroci. Bere latte vaccino o mangiare formaggio, con o senza caglio animale, significa causare la macellazione dei vitelli, che la mucca viene costretta a partorire per poter produrre latte. Non c’è niente di “naturale” negli allevamenti per la produzione di latte vaccino e nel suo consumo da parte nostra: le madri producono questa secrezione mammaria per nutrire i propri vitelli. L’allevatore si intromette in questo ciclo naturale e lo sconvolge in modo drammatico. La pubblicità inganna Nell’immaginario della maggior parte dei consumatori, i bovini vivono felici su verdi pascoli, donandoci con piacere il loro latte. Si tratta di una fantasiosa costruzione pubblicitaria: nel mondo reale, nessun allevatore – neppure in un allevamento biologico – potrebbe permettersi il mantenimento delle mucche, quando diminuisce o cessa la loro produzione di latte. Tantomeno potrebbe evitare di uccidere i vitelli maschi, fatti nascere unicamente allo scopo di forzare le mucche a produrre latte. Per saperne di più: www.viverevegan.org".

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