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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità

I primi bimbi ucraini nelle scuole aretine: "Trasporto e servizio mensa garantiti dal Comune"

"Un appello a chi arriva e a chi dà ospitalità ai profughi affinché ne venga registrata la presenza: è essenziale per offrire assistenza e servizi"

Sono in tutto 10 le bambine e i bambini provenienti dall’Ucraina che sono stati accolti nei nidi e nelle scuole, materne, elementari e medie, del Comune di Arezzo, e ai quali lo stesso Comune garantisce il trasporto e il servizio mensa. Con loro anche due ragazzi più grandi, accolti nei nostre scuole superiori. Si tratta di un piccolo, primo nucleo che potrebbe però presto assumere una diversa entità, in considerazione dell’aggravarsi del conflitto e della crescente emergenza umanitaria.

Intanto, un’altra struttura alberghiera ha inviato la propria dichiarazione di disponibilità all’accoglienza in caso di necessità: si tratta del b&b "CameraCaffè", che si unisce agli hotel Continentale, Minerva ed Etrusco: questi ultimi avevano risposto immediatamente all’accordo raggiunto tra Anci, Regione Toscana, Prefetture, Comuni e categorie economiche circa l’accoglienza dei profughi di guerra. Molte le offerte di ospitalità anche da parte dei privati, 69 fino ad oggi per un totale di 130 disponibilità.

"Siamo pronti a rispondere all’emergenza umanitaria che giorno dopo giorno si sta facendo più drammatica – dichiarano il sindaco Ghinelli e la vicesindaca Tanti. – Si fa sempre più importante il numero soprattutto di donne e bambini che fuggono dalle zone di guerra in cerca di sicurezza oltre confine, e non solo i paesi limitrofi ma quelli dell’intera Europa sono meta giorno dopo giorno di questo esodo drammatico. Arezzo è preparata a fare la propria parte, ma per poter meglio organizzare una assistenza più efficace e una riposta più puntuale, rinnoviamo l’appello in particolare a tutti coloro i quali raggiungono il nostro territorio per un ricongiungimento parentale o di prossimità, affinché registrino la propria presenza presso la nostra questura: solo così, conoscendone la situazione e il bisogno, potremo organizzare una risposta adeguata in termini di servizi e accoglienza", concludono Ghinelli e Tanti.

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