Attualità

Il crollo delle nascite mette a rischio la prima elementare. Il sindaco scrive al governo: "Si modifichi la legge"

Marco Ermini, primo cittadino di Castiglion Fibocchi, porta alla luce le difficoltà riguardanti il mondo della scuola all'interno delle piccole comunità

Marco Ermini, sindaco Castiglion Fibocchi

"Quello che mi preme portare all’attenzione del governo è come la mancanza di nascite porta sul mio territorio al pericolo, ogni anno, di non veder riconosciuta la sezione della prima classe delle elementari". La preoccupazione è quella espressa dal sindaco di Castiglion Fibocchi, Marco Ermini. Recentemente il primo cittadino ha deciso di farsi portavoce della problematica scrivendo alle massime cariche amministrative oltre che ad Anci e ai parlamentari aretini. Lo scopo è quello di sollecitare l'esecutivo affinché modifichi il numero minimo di studenti per ogni sezione così da salvare le scuole delle piccole comunità come quella da lui amministrata.

"Ben consapevole che la normativa in materia venne adottata per scongiurare il pericolo delle cosiddette “classi pollaio”, di contro, però, non tiene conto, a mio modesto parere, del numero minimo previsto per la formazione della sezione in piccoli comuni non rientranti nei casi previsti dal testo normativo come eccezioni - prosegue il sindaco - La legge di settore emanata 11 anni fa non teneva conto certo del range di nascite sul territorio nazionale che si è venuto a verificare negli anni successivi per cui ad oggi rimane lontana dalle realtà numeriche che stiamo vivendo. Alla luce delle prescrizioni e limitazioni imposte dalla terribile pandemia, ci rendiamo conto di quanto siano importanti e fondamentali le strutture scolastiche decentrate, immerse nel verde che sono in grado di garantire la massima sicurezza ai nostri figli. A maggior ragione adesso dovrebbero essere incentivate e rivalutate le classi con numeri non elevati di studenti. Io e il mio assessore alla scuola siamo molto preoccupati nella previsione che, se continuano così le cose, arriverà a breve l’anno in cui non ci verrà riconosciuta la prima classe di scuola primaria, comportando a cascata anche la perdita della scuola secondaria di primo grado e la scuola dell’infanzia. Un comune senza scuola è un paese che muore. Senza considerare il disagio per studenti e famiglie costrette quest'ultime ad accompagnare i propri figli e presso altri istituti distanti oltre 15 chilometri dal luogo di residenza. Questo nessun amministratore può permetterselo. A Castiglion Fibocchi la mia amministrazione fin dal suo insediamento ha intrapreso un percorso di vicinanza alle famiglie e agli studenti di ogni ordine e grado. Abbiamo avviato un processo di statalizzazione della nostra scuola dell’infanzia per garantire a tutti un’istruzione pubblica che copre le fasce dell’infanzia fino alle medie. Questo rischio incombente non ci permette neanche di investire in progetti a lungo termine per la nostra cittadella della scuola. Abbiamo la fortuna di avere un polo scolastico all’avanguardia con la presenza di una palestra recentemente rinnovata e ristrutturata, la biblioteca, campi gioco esterni, aule dotate di lavagne lim e touch screen, aula di informatica, portiamo avanti un progetto di madrelingua inglese gratuito dalla prima elementare alla terza media, senza contare che le associazioni locali partecipano attivamente alla vita del polo scolastico contribuendo con importanti donazioni. Perdere la nostra scuola per noi vorrebbe dire perdere il cuore del nostro paese".

Da qui l'appello al governo e al parlamento: "Sono convinto che non sia solo un problema che investe Castiglion Fibocchi, ma anche le migliaia di piccoli comuni sparsi sul territorio nazionale. Solo con la modifica dei numeri minimi previsti si possono mantenere aperte le scuole di paese, risorse indispensabili per ogni comunità ed evitare la centralizzazione dell’istruzione nei grandi centri che provocherebbe, inevitabilmente, la formazione di classi pollaio fatte uscire dalla porta, ma che si apprestano, così facendo, a rientrare dalla finestra".

Della questione si sono interessati anche i parlamentari Stefano Mugnai e Felice Maurizio D'Ettore che, recentemente, hanno presentato un'interrogazione in parlamento.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il crollo delle nascite mette a rischio la prima elementare. Il sindaco scrive al governo: "Si modifichi la legge"

ArezzoNotizie è in caricamento