Martedì, 26 Ottobre 2021
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Ecco la stangata carburanti: metano a 2,2 euro ad Arezzo. Rincari fino al 100%

Oggi, venerdì 1° ottobre, sono scattati i rincari per via dell'aumento del prezzo delle materie prime

Clamorosa stangata sui carburanti. Si registra un aumento generalizzato dei prezzi nell'arco delle ultime 24 ore con rincari fino al 100% sul metano. Ma ci sono ritocchi all'insù (molto più contenuti, fino al 10%) anche per quanto riguarda il Gpl. "Colpa del prezzo delle materie prime", precisa Lucio Gori, rappresentante di Arezzo della Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) di Confesercenti. Stamani gli automobilisti delle vetture con motore alimentato a metano, per esempio, hanno visto schizzare il prezzo alla stazione di rifornimento oltre i 2 euro al chilo (arrivando fino a 2,2 euro), quando galleggiava poco sopra la soglia dell'euro fino a 24 ore prima. Gli aumenti sono stati a macchia di leopardo in provincia di Arezzo, chi aveva delle riserve magari è riuscito a mantenere per qualche ora ancora un prezzo più basso, abbondantemente sotto i due euro il chilo. "Ma entro breve tutti i prezzi saranno allineati verso l'alto - continua Gori -. E purtroppo i titolari delle pompe di benzina non hanno colpe. Non possono fare altrimenti che adeguarsi ai nuovi costi. Purtroppo il Governo è riuscito a calmierare gli aumenti sulle bollette di gas e luce agendo sul prezzo finale, mentre non può agire a monte, sui prezzi delle materie prime". E così un pieno di metano è raddoppiato. Un aumento di prezzi che avrà conseguenze di largo impatto: in primis sui consumi, ma anche sul costo di altri prodotti, per via dell'incremento del costo dei trasporti per tutte le materie trasferite con mezzi alimentati a metano. E con l'avvio della transizione ecologica, in molti avevano scommesso su questo tipo di alimentazione per autoveicoli.

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Le ragioni dell'aumento dei prezzi dei carburanti

"Le ragioni dell'aumento dei prezzi dei carburanti - dice Confesercenti - è da mettere in relazione con l'aumento delle materie prime che si sta registrando a livello globale. La crescita dei prezzi dipende dall'aumento della domanda mondiale in crescita da alcuni mesi, da quando cioè l'emergenza per il Covid sembra, almeno parzialmente, rientrata. Rincari che non accenneranno, nelle previsioni, a diminuire (a meno che i produttori non decidano di aumentare la produzione) visto che (se l'evoluzione della pandemia continuerà con una decrescita di casi e morti) la domanda dovrebbe crescere ulteriormente nei prossimi mesi. A questo va aggiunto che l'Italia è uno dei Paesi in cui le accise sulla benzina sono fra le più alte".

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