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Il presidente della Provincia di Arezzo: "Grazie al servizio di Protezione civile e ai volontari"

Sin dall'inizio dell'epidemia COVID-19, il servizio protezione civile della Provincia di Arezzo, segue a stretto contatto con le autorità competenti la gestione dell’emergenza

Sin dall'inizio dell'epidemia COVID-19, il servizio protezione civile della Provincia di Arezzo, segue a stretto contatto con le autorità competenti la gestione dell’emergenza. Le attività ad oggi messe in atto sono molteplici e se tutto va bene, se tutti seguono le regole, si riuscirà a liberarci dal virus. Tra le attività organizzate dal servizio provinciale c’è l’allestimento su indicazione della Direzione Sanitaria, di tende pre-triage presso tutte e cinque le strutture ospedaliere della Provincia e l'assistenza continua con manutenzioni straordinarie.

Silvia Chiassai Martini, Presidente della Provincia di Arezzo. dice: “Ringrazio tutto il servizio di protezione civile, ma anche i volontari che ormai da giorni lavorano senza sosta. La macchina dei soccorsi è partita e siamo allenati alle calamità, ma questa emergenza ha bisogno di buone pratiche da parte di tutti noi. Grazie alla Provincia vengono garantite tutte le comunicazioni tra il Settore Protezione Civile della Regione ed i Comuni e i Centri Intercomunali secondo le metodiche previste dal regolamento regionale e dal Piano Operativo Regionale. Inoltre il servizio gestisce videoconferenze, tramite skype, con i Comuni ed i Centri Intercomunali, con cadenza giornaliera, per analizzare la situazione anche alla luce degli ultimi contagi. Per questo il Servizio di Protezione Civile è in grado di gestire l'attivazione del volontariato di Protezione Civile, qualora ci venisse richiesto, per il supporto alle operazioni di assistenza domiciliare da parte dei Comuni. Attualmente quest’ultimo servizio viene svolto dal volontariato in convenzione con i singoli Comuni e dalla ASL, ciascuno per le proprie competenze. La ASL svolge attività di assistenza domiciliare ai soggetti deboli già in carico ai servizi sociali e di conseguenza per alcuni Comuni, al volontariato restano l'assistenza a persone in quarantena o che non hanno una rete familiare o di vicinato attiva. Stiamo infine rispondiamo alle numerose richieste di chiarimenti che ci giungono dai cittadini. In un momento come questo c’è bisogno dell’impegno di tutti per la riduzione del rischio, ma insieme ce la faremo e ripartiremo più forti di prima”.

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