Preservare la fertilità: alla Pma della Fratta si conservano cellule per soggetti che si sottopongono a cure oncologiche

Il miglioramento delle tecniche di prevenzione e cura delle neoplasie maschili e femminili ha portato ad un aumento delle diagnosi in età giovanile ed alla risoluzione con guarigione completa per molti pazienti. La preservazione della fertilità...

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Il miglioramento delle tecniche di prevenzione e cura delle neoplasie maschili e femminili ha portato ad un aumento delle diagnosi in età giovanile ed alla risoluzione con guarigione completa per molti pazienti.

La preservazione della fertilità è un tema di grande interesse.

La preservazione della fertilità non è esclusiva dei pazienti oncologici ma può essere estesa anche a malattie degenerative e croniche che conducano ad un depauperamento della fertilità (endometriosi, sindrome di Turner, etc etc).

E' oggi possibile preservare la fertilità di questi giovani pazienti prima di affrontare le cure necessarie (chirurgia, chemioterapia, radioterapia), che in una percentuale che varia dal 40 al 60% possono compromettere parzialmente o totalmente la fertilità dei soggetti.

Nella nostra provincia, a servizio diretto dell’intera Area vasta Arezzo, Siena e Grosseto, della Toscana e poi anche degli altri utenti italiani, opera una delle strutture all’avanguardia in Italia: è il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita collocato presso l’ospedale S. Margherita di Cortona (Fratta). Al suo interno è stato costituito un servizio di Preservazione della Fertilità che offre una intera gamma di servizi, fra cui la biopsia per escludere la presenza di cellule neoplastiche (probabilmente il primo del genere in Italia in ambito pubblico).

Si inizia dal Counselling per il curante (oncologo, chirurgo, internista, radioterapista, GOM) e per il paziente che illustri cosa è possibile crioconservare per preservare la fertilità del soggetto e le modalità di raccolta, conservazione e successivo utilizzo; il Centro fornirà poi la tecnologia e le informazioni per la raccolta del materiale da criopreservare (tessuto ovarico o tessuto testicolare) se previsto un intervento chirurgico, nel presidio dove è stato programmato; il Presidio dove si effettuerà l'intervento chirurgico provvederà al trasporto di materiali biologici del prelievo alla Biobanca di Cortona nei tempi previsti (6-8 ore) e con le modalità necessarie; la biopsia per l'esame istologico del testicolo viene quindi inviata all’Anatomia Patologica per escludere la presenza di cellule neoplastiche; inoltre, nel caso sia stata scelta la modalità prelievo di gameti (ovociti o spermatozoi) o di embrioni o non sia previsto un intervento chirurgico nel Presidio di provenienza, il Centro provvederà alla organizzazione nei tempi più brevi possibili per la raccolta del materiale necessario per la preservazione della fertilità direttamente presso la Biobanca di Cortona .

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Si tratta chiaramente di una evoluzione di grandissimo valore delle diverse attività svolte nel centro di Cortona. Per illustrare questa importantissima novità venerdì prossimo (6 maggio) al centro congresso S.Agostino di Cortona, dalle 9,00 alle 17,00 si terrà un convegno intitolato “Preservazione della fertilità”. Fra gli interventi, si segnalano quelli di Maria Teresa Mechi della Regione Toscana, Valtere Giovannini direttore programmazione Area vasta Toscana Sud est, Francesca Basanieri sindaco di Cortona, Franco Lelli (direttore dipartimento materno infantile), Sergio Bracarda (Arezzo) che parlerà di “Lunga sopravvivenza e dono della vita, Cristiana Parri (Viareggio) di “Indicazioni oncologiche alla preservazione della fertilità”, Vito Cela (Pisa) di “Endometriosi e preservazione della fertilità”, Elisabetta Coccia (Firenze) di “Social Freezing”, Gianni Baldini (Firenze) degli aspetti legali, Claudia Livi (Firenze) delle “tecniche di criopreservazione nell’uomo e nella donna”, Gianni Amunni (Firenze) della Preservazione della fertilità nell’ambito dell’ITT”, Luca Mencaglia (Cortona) della “Organizzazione di un sistema regionale in rete di preservazione della fertilità”.

Simona Dei, direttore sanitario del’Azienda sanitaria Toscana Sud Est, tirerà le conclusioni della giornata di lavori.

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