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Conte: "Arezzo suggestiva e di antichissime origini". Il messaggio alla Lega: "Non faccia sovranismo da operetta"

Giornata aretina per il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Ha parlato con i sindaci e mandato messaggi agli ex alleati di governo. Parole di riconoscimento per la città di Arezzo

 

La stretta di mano con le istituzioni aretine e le parole dette ai sindaci di tutta Italia. Una giornata intensa quella del Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte ad Arezzo, ospite di punta della seconda giornata dell'assemblea nazionale dell'Anci.

L'arrivo come previsto intorno alle 12,30. Ad accoglierlo il presidente di Anci, rieletto ieri nella fase di apertura dei lavori, Antonio Decaro sindaco di Bari, al suo fianco il prefetto di Arezzo Anna Palombi, la presidente della Provincia Silvia Chiassai e il primo cittadino Alessandro Ghinelli. 

Strette di mano, qualche parola e poi l'ingresso nei padiglioni della Fiera dove il premier si è soffermato in alcuni stand a partire da quello del Comune di Arezzo e poi incontrando gli studenti di una superiore alla presenza del dirigente scolastico provinciale Roberto Curtolo.

Una camminata tra gli espositori fino ad arrivare nell'auditorium, la location dell'assemblea plenaria dove i sindaci sono sfilati anche come relatori sulle diverse tematiche dei convegni organizzati, dal turismo allo sport ad esempio. 

Mentre sul palco i sindaci Virginia Raggi, Chiara Appendino e Matteo Biffoni si stavano confrontando sul rapporto, sul ruolo e sulle progettualità da portare avanti con la Cassa depositi e prestiti, lo hanno accolto gli applausi.

"Un saluto e un ringraziamento a chi ci ospita caro sindaco, la città di Arezzo - ha detto Conte in apertura del suo discorso rivolgendosi a Ghinelli che gli era seduto dietro - perché è una città di particolare suggestione e di antichissime origini che richiama in tutti noi la memoria dell'Italia dei comuni, il cuore pulsante del nostro tessuto sociale."

Sullo sfondo la grafica di Anci si è fusa con le immagini simbolo di Piazza Grande, evidentemente scelta come simbolo di questa città dagli organizzatori.

"Sono emozionato, lo posso dire - ha detto ancora il premier - non mi capita spesso, ma quando sono in mezzo a voi sindaci che mi restituite il calore e anche i problemi dei vostri territori, io mi emoziono."

Conte ha poi snocciolato alcuni provvedimenti a favore dei  comuni, l'impegno per l'abbassamento dei tassi sui mutui della pubblica amministrazione, la volontà di destinare fondi per riconoscere delle indennità anche ai sindaci dei piccoli comuni "perché hanno gli stessi doveri civili, penali, amministrativi e contabili di quelli grandi" ha spiegato il primo ministro.

La permanenza aretina di Conte è durata fino alle 15 circa, quando uscendo con la scorta dall'ingresso C di Arezzo Fiere, sul parcheggio di via Spallanzani, si è fermato con i numerosi giornalisti che lo stavano attendendo. 

La manovra, l'Ilva, ma anche una risposta politica alle polemiche delle ultime ore sul Mes, il meccanismo europeo di stabilità sul quale la Lega ha attaccato il premier.

"Il delirio collettivo è stato suscitato dal leader dell'opposizione, la stessa persona che fino a pochi mesi fa partecipava ai vertici sul Mes e oggi grida allo scandalo. E' un atteggiamento irresponsabile, il governo deve essere responsabile come lo è, siede ai tavoli, studia i dossier, difende gli interessi nazionali in modo serio, rigoroso. Quando invece si partecipa ai tavoli a propria insaputa e si assumono questi atteggiamenti, non si possono considerare responsabili, io invece pretendo un'opposizione seria credibile, altrimenti è un sovranismo da operetta."

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