Prada nella bufera per i gadget a forma di scimmia: "Sono razzisti". E il gruppo li ritira dal mercato

La polemica è partita negli Stati Uniti ed è esplosa sui social: l'hashtag #BoycottPrada è diventato di tendenza

Prada accusata di razzismo oltreoceano è costretta a ritirare dal mercato alcuni gadget che hanno forma di scimmia.

Il caso è esploso qualche giorno fa, negli Usa, la denuncia è partita da Chinyere Eize, avvocatessa del New York Center for Constitutional Rights. In uno store di Prada, la donna aveva notato le immagini di gadget della serie Pradamalia, a forma di scimmia, somiglianti al personaggio Little Black Sambo, libro per bambini del 1899 scritto e illustrato di Helen Bannerman. L'autrice perseguiva finalità lontane dal razzismo, ma i tratti distintivi di Sambo erano in stile pickaninny, che fa proprie caricature razziste nei confronti degli afroamericani. All'iniziale protesta, sollevata tramite social, si sono aggiunte numerose voci, anche di perosnaggi del mondo dello spettacolo, come l'artista hip hop Talib Kweli.

I comunicati di Prada

Montando la polemica (l'hashtag #BoycottPrada è diventato di tendenza) il gruppo ha deciso di ritirare dal mercato i pupazzetti (che costano 550 dollari l'uno, circa 485 euro). Facendo anche un comunicato diffuso dall'account twitter ufficiale:

La linea Pradamalia è fatta di charm che mettono insieme elementi della tradizione di Prada. Sono creature immaginarie che non vogliono rispecchiare alcun personaggio reale e men che meno vogliono far pensare allo stereotipo del blackface. Il gruppo Prada non ha mai avuto alcuna intenzione di offendere e aborriamo ogni forma di razzismo e di immagine razzista. Per questo ritireremo tutti i personaggi in questione dalle vetrine e dalla vendita.

A questo primo comunicato ne è seguito un altro, con delle scuse.

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Il precedente

Un caso, quello di Prada, per molti versi analogo a quello di Dolce & Gabbana, su cui si è abbattuto un diluvio di polemiche per una campagna social in Cina, considerata sessista e di cattivo gusto. Gli stilisti hanno deciso di scusarsi tramite un video.

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