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Poste: in arrivo 32 portalettere. Dai sindacati: "Assunzioni insufficienti, dipendenti a rischio sicurezza"

"62 nuovi assunzioni di portalettere in arrivo in Toscana dal 1° marzo, ma non sono sufficienti. L'obbligo del green pass negli uffici postali ha aggravato i disservizi e le intemperanze della clientela"

Personale ridotto a causa della pandemia e immutata situazione di emergenza strutturale. Sono queste le maggiori criticità che, secondo Silvia Cirillo, segretaria generale Uilposte Toscana, stanno riguardando gli uffici postali delle province toscane. "La carenza di personale - spiega la segretaria - è ormai strutturale e sconta un'insufficiente turn over tra pensionamenti e nuove assunzioni. Si ricorre, almeno nel settore del recapito e dello smistamento, a dipendenti con contratto a tempo determinato e, attualmente, sono 253 i portalettere in tutta la Toscana attivi fino al 30 aprile. Una misura del tutto insufficiente e utile soltanto ad accrescere i precari. Per il lavoro negli uffici manca qualunque meccanismo sostitutivo se non quello di ricorrere a personale proveniente da altre filiali. C'è bisogno di personale stabile e non di precari: sia per evitare un abbassamento delle tutele dei lavoratori, in quanto i precari sono molto più fragili in questo senso, sia per garantire un servizio adeguato ai cittadini, erogato da personale formato, che conosca bene il territorio e le sue esigenze".

Entro marzo, secondo quanto reso noto dal sindacato, saranno assunti in Toscana 62 portalettere ex precari a tempo indeterminato (32 ad Arezzo, 19 a Siena, 10 a Livorno, 1 a Grosseto) attraverso una graduatoria prevista da accordo sindacale. "Ma questi numeri - prosegue la segretaria Uil - sono ancora nettamente insufficienti. Il personale andato in pensione non è stato adeguatamente sostituito, nemmeno nella misura del 40%. A questo quadro si aggiunge un’inadeguatezza dei sistemi informatici per l'erogazione dei servizi. Lo stesso controllo del green pass negli uffici postali non sta funzionando adeguatamente, il sistema automatizzato spesso si blocca, portando ad un aumento consistente delle code e ad un aggravio sugli operatori, costretti ad intervenire manualmente sul controllo e a subire intemperanze della clientela, che sono ormai all'ordine del giorno. I lavoratori di Poste Italiane erogano un servizio pubblico essenziale per i cittadini, tanto che il loro lavoro non ha mai conosciuto interruzioni nel periodo pandemico, neanche durante il primo lockdown, quando non esistevano né mascherine, né plexiglass né vaccini. Anche per questo motivo meritano rispetto e attenzione e non di essere messi a rischio dalla corsa contro il tempo sulle strade o da offese alla loro dignità".

Cisl: uffici postali, gravi carenze di personale

“In Toscana in questi giorni Poste Italiane ha autorizzato l’ingresso, tra assunzioni e proroghe, di 392 addetti al recapito a tempo determinato e dal 1 marzo verranno assunti 62 portalettere a tempo indeterminato (32 ad Arezzo, 1 a Grosseto, 10 a Livorno e 19 a Siena). E’ un primo passo, ma non risolve i problemi di sottorganico con cui da anni facciamo i conti e che stanno esplodendo a causa del Covid”. A dirlo è Marco Nocentini, segretario generale Slp–Cisl Toscana, sindacato maggioritario in Poste Italiane.

“Quello che entra in servizio – dice Nocentini - è un contingente importante, che dovrà servire a rimettere in sesto nell’immediato un servizio che con le centinaia di assenze legate all’emergenza sanitaria (quarantene, genitori a casa con i bambini in dad, etc.) e arrivi di quantitativi eccezionali di pacchi, è stato messo in forte difficoltà, anche alla luce degli esodi di questi ultimi anni. Ma alla lunga non è un intervento risolutivo; in Toscana mancano infatti, tra impiegati e addetti al recapito, 500 lavoratori stabili, mentre la quasi totalità dei nuovi ingressi è a tempo determinato e tutti destinati al recapito, mentre non c’è nessun rinforzo per la sportelleria”.

Domani, Venerdì 4 febbraio, partirà una trattiva a livello nazionale sul tema degli organici per cercare un accordo che produca nuove assunzioni, passaggi di portalettere alla sportelleria, la possibilità di trasformare il contratto da part-time a full-time e stabilizzazioni sul recapito, in modo da diminuire il ricorso al precariato e favorire l’occupazione stabile. Anche in Toscana nei prossimi giorni partirà una trattativa sul tema degli organici, per evidenziare le criticità in tutte le divisioni aziendali.

“Denunciamo una situazione non più accettabile per quanto riguarda le aggressioni verbali e fisiche che lavoratrici e lavoratori subiscono quotidianamente da parte della clientela – spiega Nocentini - chiediamo una maggiore presenza delle forze dell’ordine e invitiamo tutte le istituzioni, a partire dai sindaci, a favorire una campagna di sensibilizzazione verso la cittadinanza affinché si evitino, negli uffici postali e spesso al di fuori di questi e quindi fuori dalla competenza di Poste Italiane, aggressioni nei confronti dei lavoratori e si rispettino le leggi emanate dal governo, come l’esibizione del green pass; purtroppo constatiamo che ancora una volta sono le lavoratrici donne quelle ad essere prese maggiormente di mira. A partire dal 1 febbraio è entrata in vigore l’obbligatorietà del green pass per accedere negli uffici di Poste Italiane. Ricordiamo che gli impiegati sono obbligati al controllo di tale certificazione e che è la legge che vieta ai cittadini sprovvisti di tale documento l’ingresso all’interno degli uffici postali; in caso contrario è previsto l’intervento delle forze dell’ordine”.

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