Poste, Uil: "E' stato di agitazione, dal aprile un mese di sciopero degli straordinari"

Incrociano le braccia i portalettere toscani e lo fanno dicendo no agli straordinari per un mese: l'obiettivo è quello di portare l'attenzione sulla situazione lavorativa nella quale si trovano. Questa volta la "denuncia" arriva da UIlposte...

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Incrociano le braccia i portalettere toscani e lo fanno dicendo no agli straordinari per un mese: l'obiettivo è quello di portare l'attenzione sulla situazione lavorativa nella quale si trovano. Questa volta la "denuncia" arriva da UIlposte Toscana: "Nelle province di Arezzo e di Prato, dove la riorganizzazione del recapito a giorni alterni è stata già implementata da alcuni mesi, purtroppo la situazione è davvero grave". Da tempo infatti si susseguono casi di posta consegnata in estremo ritardo, ma anche di aumenti di infortuni e carichi di lavoro a dir poco raddoppiati per i portalettere. Mentre negli uffici postali aretini il 30 per cento delle missive resta nei sacchi in attesa di essere recapitato.

"Uilposte - spiega il sindacato in una nota - fin da subito (era il 14 febbraio 2016) ha messo in evidenza le lacune del progetto, chiedendone la sospensione e non firmando l’accordo. Da allora, coerentemente, sia a livello regionale che nazionale, non abbiamo più sottoscritto nessun accordo e abbiamo chiesto con forza di bloccare l’implementazione del progetto e di modificarlo dove era già stato avviato".

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E poi puntano il dito sui disagi che i lavoratori si trovano ad affrontare: un lungo elenzo che parte dalle "continue assunzioni di contratti a tempo determinato, delle quali non conosciamo bene né le regole di assunzione né le regole di prolungamento del contratto e le pressanti richieste di flessibilità operativa, ben oltre quanto previsto dagli accordi sottoscritti".

La trasformazione, come la Uilposte Toscana chiede da tempo, del personale da contratto part time a full time, anche in ambito PCL, "così da sopperire alla preoccupante diminuzione della forza lavoro causata dal massiccio e inarrestabile ricorso agli esodi incentivati e per dare una prospettiva di vita migliore ai giovani, che oggi si trovano ad avere stipendi troppo bassi". Poi uno sguardo ai mezzi di lavoro "obsoleti e non adeguati" sono "sostituiti a rilento". E ancora "il pesante e indiscriminato uso delle sanzioni disciplinari", "la riorganizzazione della consegna delle inesitate, che ha peggiorato il servizio mettendo a rischio i lavoratori senza un’adeguata formazione". "In tutto questo tempo come Uilposte Toscana ci siamo presi le nostre responsabilità, stando sempre dalla parte dei lavoratori. Non siamo stati fermi, come qualcuno pretestuosamente sta dicendo in giro, ma abbiamo ottemperato al ruolo che ci spetta, aprendo conflitti di lavoro e cercando di trattare per dare risposte adeguate ai lavoratori. Oggi la Uilposte Toscana ritiene però che la trattativa senza risposte adeguate debba finire, dando una risposta concreata alle lavoratrici e ai lavoratori di PCL, proclamando prima da soli e poi seguiti dalle altre organizzazioni sindacali, lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive in ambito PCL su tutto il territorio della Toscana, dal giorno 26 aprile al giorno 25 maggio (compresi). Naturalmente se non ci saranno risposte adeguate da parte dell'azienda, la Uilposte Toscana si farà trovare pronta a rinnovare l’agitazione".

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