Poppi, in corso il risanamento degli antichi volumi della Biblioteca Rilliana

E’ in corso di svolgimento un intervento di risanamento degli antichi incunaboli della biblioteca Rilliana di Poppi. In sostanza l'intervento consisterà nella "depolveratura" dei libri e di un trattamento protettivo sulle parti lignee della...

Restauro incunaboli rilliana

E’ in corso di svolgimento un intervento di risanamento degli antichi incunaboli della biblioteca Rilliana di Poppi. In sostanza l'intervento consisterà nella "depolveratura" dei libri e di un trattamento protettivo sulle parti lignee della biblioteca. L'opera dovrebbe concludersi entro 30-40 giorni e mettere al riparo (almeno per qualche anno) i preziosi libri dalle ingiurie del tempo. È questo un patrimonio importantissimo per il Castello e per il Casentino tutto, testimonianza scritta irripetibile che viene da secoli lontani.

Con il termine incunabolo (o incunabulo) si intende infatti un libro stampato con la tecnica a caratteri mobili tra la metà del XV secolo e l'anno 1500 incluso (in pratica si parla del periodo rinascimentale dell’invenzione della stampa). I volumi sono di provenienze Conte Cavalier Fabrizio Rilli Orsini - dal quale deriva il nome di Rilliana – e dalla Comunità monastica di Camaldoli.

Il Castello dei Conti Guidi vanta nella sua biblioteca una consistenza di quasi mille unità di incunaboli, di cui 450 circa editi fino al 1500 compreso, e altri 450 editi nei primi anni del sec XVI, riguardanti varie discipline. La raccolta degli incunaboli costituisce senz’altro il pregio maggiore della Biblioteca. E alla già significativa quantità fa riscontro l’ottima qualità degli esemplari posseduti, molti dei quali usciti da celebri officine italiane e straniere e quindi di grande pregio, sia per l’importanza dell’opera che per la rarità dell’edizione.

L’intervento era atteso da tempo. Il 3 marzo 2016 sul profilo Facebook della Biblioteca Rilliana si riportava: “La nostra biblioteca possiede un importantissimo fondo di incunaboli. Ebbene: i nostri incunaboli sono ammalati. Non gravemente, pare, ma febbricitanti si. Sono infatti affetti da un'infestazione di insetti xilofagi (la famiglia del tarlo, per intenderci). Per evitare l'aggravarsi del problema abbiamo interpellato l'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma, il quale (…)”.

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Dopo aver letto questa nota, si legge oggi sulla stessa pagina FB, “La Fondazione Baracchi si è resa disponibile a sostenere le spese per il risanamento dei preziosissimi libri. Alla Fondazione Baracchi va dunque il nostro più caloroso grazie per un intervento che al momento con fondi pubblici non si sarebbe potuto effettuare”.

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