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Popolare di Vicenza, la Fabi: "Preoccupati per i dipendenti, anche aretini"

Le recenti vicende giudiziarie della Banca Popolare di Vicenza hanno riportato a galla una questione che interessa anche BancaEtruria. "Infatti, ricorda Fabio Faltoni - segretario provinciale del sindacato dei  bancari FABI - sono decenni che...

Fabio-Faltoni

Le recenti vicende giudiziarie della Banca Popolare di Vicenza hanno riportato a galla una questione che interessa anche BancaEtruria. "Infatti, ricorda Fabio Faltoni - segretario provinciale del sindacato dei bancari FABI - sono decenni che spesso le due banche popolari sono state accostate, anche per la comune vocazione al mercato dell'oro. Poi, tra maggio e giugno 2014, la Popolare di Vicenza aveva presentato un'offerta di acquisto per la banca di Arezzo; il Cda di BancaEtruria decise di rigettare tale proposta e non se ne fece più nulla. Una decisione che

rifletteva in qualche modo anche i timori del territorio e delle istituzioni; in un comunicato dell'epoca, i sindacati aziendali parlavano del pericolo che si trattasse - da parte di Vicenza - più di un desiderio di azzeramento che di

una vera e propria volontà di integrazione industriale.

Molta acqua è passata sotto i ponti e ci troviamo ad oggi, quando leggiamo della Guardia di Finanza in alcune sedi della Popolare di Vicenza e di indagini a carico del suo presidente e dell'ex direttore generale. Situazione questa che

preoccupa non poco, per le eventuali ricadute sui dipendenti, la Fabi nazionale, il più grande sindacato dei bancari in Italia, e quella provinciale, dato che la Popolare di Vicenza è presente anche nel nostro territorio". Sottolinea Faltoni: "In un sistema che tende spesso a dimenticare tutto in fretta, ci sembrava opportuno tornare su una vicenda che aveva interessato BancaEtruria e che aveva sollevato molte polemiche - per il rifiuto dell'offerta di acquisto - forse alcune un po' precipitose e poco approfondite". Il segretario provinciale della FABI conclude parlando del Fondo Interbancario, che potrebbe intervenire nel capitale di BancaEtruria, Banca Marche e Carife: "Poco sappiamo oltre a quello che si legge nei giornali, anche se è facile ipotizzare come la nuova task force messa in campo dal Fondo stesso abbia cominciato a muoversi nel territorio nazionale; infatti, cambiando le regole sul bail-in già a partire dal 2016, c'è da pensare che qualsiasi intervento debba rispettare la scadenza di fine dicembre, quindi meno di cento giorni. L'operazione Fondo Interbancario ha elementi di grande interesse, ma anche di complessità, e per questo ci aspettiamo da chi sta guidando la banca un opportuno e tempestivo coinvolgimento dei sindacati, al fine di garantire la massima trasparenza ai dipendenti, ai soci e ai clienti".
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