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Ponte Buriano, via Filzi e infiltrazioni d'acqua alla Rsa: le interrogazioni in consiglio comunale

Consiglio Comunale 29 ottobre 2018 / le interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donato Caporali sulla sicurezza e manutenzione del ponte sull’Arno tra i comuni di Arezzo e Capolona all’altezza di Castelluccio.

Il consigliere comunale Francesco Romizi ha sollevato la questione della scuola Cesalpino, la sua sicurezza sismica e gli interventi previsti per il rinforzo complessivo dell’immobile. “Nel giugno 2016 le prime verifiche non hanno dato esiti soddisfacenti e si è manifestata la necessità di un adeguamento. Gli studenti sono adesso alla ex Cadorna e i locali sono carenti sotto vari profili. Perché tutto questo ritardo nella progettazione degli interventi strutturali? Quando partiranno realmente i lavori? Che tipo di garanzie vengono offerte a genitori, studenti e operatori?”

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “i lavori svolti dall’amministrazione provinciale sono stati carenti e già abbiamo operato per colmare alcune lacune. Nel periodo natalizio interverremo nei locali della ex Cadorna per sopperire a quelli che sono i problemi attuali. Al di là di questa emergenza, per la Cesalpino, così come per altre scuole sorte decenni orsono, abbiamo intenzione di realizzare un nuovo plesso scolastico e stiamo valutando se la collocazione debba restare quella di via Porta Buia o un’altra”.

Alessandro Caneschi ha rilevato “come parte dei servizi un tempo alla Casa delle culture adesso sono svolti altrove così molti spazi dell’immobile risultano inutilizzati. Ci sono previsioni per il loro utilizzo?”

“A oggi – ha replicato l’assessore Aberto Merelli – i locali sono stati richiesti dal Polo universitario aretino ed è in corso l’iter istruttorio per valutare l’affidamento da parte dell’Ufficio patrimonio”.

Egiziano Andreani ha chiesto chiarimenti sulle continue infiltrazioni idriche nei locali della Rsa Maestrini. “Per adesso gli interventi per ovviare al problema non sono stati organici e risolutivi. Il maltempo ha già determinato infiltrazioni nel locale mensa con difficoltà immaginabili. La mancanza di manutenzione della copertura comporterà problemi sempre maggiori nei mesi successivi. L’amministrazione comunale faccia pressione sulla Asl”.

“Riproporremo la questione ancora una volta – ha sottolineato l’assessore Lucia Tanti – ma a questo punto accanto a tale sollecitazione chiederemo di riconfigurare con la Asl la suddivisione degli interventi di manutenzione, con una chiara distinzione tra ordinari e straordinari, per capire chi e cosa deve fare e soprattutto dare a degenti e famiglie tempi certi sui lavori ogniqualvolta se ne ravvisi la necessità”.

Paolo Lepri: “da arte di Ato Toscana sud non c’è controllo reale sul modo di gestire il servizio di raccolta dei rifiuti da parte di Sei Toscana e lo stesso gestore non fornisce informazioni dettagliate sul meccanismo. Vorrei capire i provvedimenti adottati da Ato Toscana sud per controllare i costi e il sistema che presiede a tutto e come il Comune di Arezzo intende operare. Ad esempio: quando verranno pagati da Sei Toscana i crediti Tia? Adesso che il Comune ha presentato un nuovo piano di raccolta in alcune zone della città, quale data ultima è prevista per la sostituzione dei cassonetti vecchi con quelli nuovi e quali saranno i costi complessivi dell’operazione? I cassonetti intelligenti saranno su tutto il territorio di Ato sud? Come verranno spiegate le nuove modalità di conferimento a turisti e non residenti?”

“Per controllare un contratto così complesso – ha rilevato l’assessore Marco Sacchetti – la struttura di Ato, dal punto di visa delle risorse umane, è sottodimensionata. Questo è indubbiamente un problema, di conseguenza come Comune di Arezzo ci siamo dotati di una struttura tecnica interna che ha svolto i controlli indicati nell’interrogazione. I servizi non resi che abbiamo riscontrato nel 2018 sommano a un valore economico molto importante in grado probabilmente di compensare i costi di investimento per le nuove attrezzature. E questo comporterà, in termini tariffari, che non ci saranno aumenti. Ci siamo mossi dunque in maniera autonoma, non so se lo hanno fatto anche gli altri Comuni di Ato. Per quanto riguarda il nuovo servizio presentato recentemente, lo completeremo nel 2020/2021 e a febbraio partirà anche in centro storico con la sostituzione del porta a porta con un sistema di conferimento di prossimità”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “non si può considerare una sovrastruttura organizzativa messa in piedi dalla Regione Toscana, parlo di Ato Toscana sud, come referente diretto dei cittadini al pari di un Comune il cui sindaco viene eletto. Lo schema amministrativo degli Ato è stato creato dalla Regione Toscana nel tentativo di sostituire le autorità provinciali prima esistenti con soggetti cosiddetti di area vasta. Come è noto, ciò che è stato messo in piedi non ha funzionato come nelle attese. E il difetto va riscontrato all’origine: tutto nasce infatti dall’affidamento del servizio fatto da Ato proprio su indicazione della Regione e non a caso su quelle procedure di gara si sono addensate solide nubi che riguardano persone e soggetti giuridici. Sapremo tutto al termine del processo, il 29 novembre, all’udienza preliminare, capiremo intanto chi e per cosa sarà eventualmente rinviato a giudizio. Tali conseguenze si sono verificate perché la Regione Toscana ha messo in piedi un meccanismo senza esercitare il dovuto controllo nella fase delicatissima dell’affidamento del servizio. Come presidente dell’Ato cerco di svolgere al meglio il ruolo affidatomi a favore dei 106 Comuni ricompresi, tra cui Arezzo, ma non possiamo non scontare questi difetti di nascita che hanno contraddistinto il sistema e che ancora non sono stati colmati, visto che l’assenza della Regione sul terreno dei controlli è ancora oggi uno degli elementi più critici”.

Donato Caporali: “lo stradone di Campoluci resta pericoloso perché continua a essere transitato da un numero importante di veicoli. Gli ingorghi che si verificano all’altezza di Case Nuove di Ceciliano spingono molti a scegliere lo stradone di Campoluci come alternativa per raggiungere Arezzo”.

Ancora Donato Caporali: “il prossimo anno è il cinquecentenario della morte di Leonardo di Vinci e Arezzo pare non interessata dall’anniversario. Le memorie leonardiane ci sono, dal paesaggio di Ponte Buriano alle mappe della Valdichiana”.

“La proposta del comitato di Ponte Buriano è stata valutata e non considerata adeguata dall’amministrazione comunale – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – e anche ripetere una mostra, come già ospitata ad Arezzo, di carattere cartografico avrebbe l’aspetto di una mera replica. Stiamo pensando a un convegno per capire davvero se individuare Ponte Buriano nel paesaggio della Gioconda. Oggettivamente, Arezzo non è particolarmente legata al genio di Vinci e Leonardo non sarà il perno dell’offerta culturale del 2019”.

Alessandro Casi: “il 23 febbraio scorso è stato approvato il regolamento di polizia urbana che ha recepito quanto previsto dalle normative nazionali anche in termini di daspo urbano. Quanto è stata applicata questa fattispecie?”

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “ne sono stati comminati 40 circa, la trasgressione tipica è il consumo di alcool su suolo pubblico. Per essere completato, tuttavia, il daspo necessita dell’intervento della questura, competente per l’effettivo allontanamento del soggetto colpito. Dunque, mi informerò di quanti allontanamenti sono avvenuti. Per ottemperare al dispositivo del decreto Minniti, comunque, vorrei sottolineare come il sottoscritto abbia anche emesso ordinanze specifiche sempre sul consumo di alcool, che sta diventando davvero un problema di rilevanza sociale. L’applicazione di queste ordinanze è costantemente verificata e qualche effetto lo hanno dato. Inoltre, il servizio 21-3 della polizia locale ci ha consentito di tenere sotto controllo la città, specie nei fine settimana, oltre al normale orario di servizio”.

Alessandro Caneschi: “c’è l’ufficialità sul destino delle risorse derivanti dal bando di riqualificazione delle periferie urbane, quante e in quali tempi verranno distribuite? Ed esiste un piano alternativo?”

“Da quanto mi risulta – ha dichiarato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – dovrebbero essere finanziati tutti i progetti che verranno rendicontati e conclusi. Nel 2019 avremo dunque un piano triennale delle opere pubbliche che sarà finanziato con risorse in parte ministeriali e in parte proprie con successiva restituzione governativa a seguito della suddetta rendicontazione”.

Paolo Lepri: “dopo tre anni, la promessa elettorale della sicurezza ha dimostrato la sua inconsistenza. Tanti sono i segnali di disagio per una città che sta cambiando in negativo. Vorrei i numeri di tutta l’attività della polizia municipale sulla questione”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “si continua a parlare di Arezzo come fosse Kabul ma vorrei riportare un aneddoto: recentemente abbiamo ospitato i candidati al ruolo di destination manager per la Fondazione Arezzo Intour. Ebbene, abbiamo incontrato persone che sono rimaste sorprese per avere trovato una città bella e vivibile e non sotto assedio come avevano preventivato leggendo le cronache. Arezzo non è dunque in condizioni terribili”.

Alessandro Caneschi: “chiedo un aggiornamento sul destino dell’iter per l’individuazione dell’immobile per la nuova sede della polizia municipale. Mi pare che la scelta sia già stata adottata ed è quella di via Filzi. Su quell’immobile esiste già una progettualità di un tecnico professionista. Parliamo di giochi fatti”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “grazie a elaborati progettuali, peraltro non esaustivi, predisposti dall’ingegnere Antonella Fabbianelli, abbiamo voluto dimostrare che la scelta dell’immobile di via Filzi non presenta le criticità poste in un primo momento dai dipendenti della polizia locale. Queste riguardavano due punti: gli agenti erano preoccupati dal sistema di accesso-uscita per il senso unico di via Filzi e della possibilità o meno di trovare in quello spazio un’area di sosta per i veicoli degli stessi dipendenti che possono essere anche oggetto di atti vandalici di ritorsione. Entrambi i temi sono stati risolti con soluzioni gradite dagli agenti. Nel momento in cui la polizia locale conoscerà uno sviluppo anche in termini di effettivi a disposizione, abbiamo già in cantiere l’idea di sfruttamento dell’intero immobile, anche con un aumento di volumetria. Nell’arco di un anno e mezzo arriveremo comunque a una nuova sede. Non ho affrontato in aula finora il tema perché prima desideravo ascoltare i vigili, con una interlocuzione cordiale e costruttiva, perché di quell’immobile saranno i primi abitanti e fruitori”.

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