Lunedì, 15 Luglio 2024
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"Noi discriminati dalle istituzioni". Polizia locale in sciopero: "È ora di dire basta"

Il segretario regionale Sulpl Ivan Galante esterna le motivazioni che hanno portato il sindacato a decidere di incrociare le braccia per l'intera giornata

Sono anni che il Governo, le Regioni e gli enti locali tutti, si riempiono la bocca con l’operato della polizia locale e poi puntualmente se ne dimenticano quando si parla di riformare una legge vecchia e fuori dal tempo com’è ormai quella che regolamenta il nostro settore". A ribadire le ragioni dello sciopero in calendario per il 15 gennaio è il segretario regionale Sulpl Ivan Galante che, attraverso una nota, esterna le motivazioni che hanno portato il sindacato a decidere di incrociare le braccia per l'intera giornata. Così come anticipato dal segretario provinciale Sulpl, Davide Frondaroli, gli agenti della polizia locale si trovano oggi costretti a turni e mansioni sempre più ingenti ma, contrattualmente, restano vincolati ad un contratto basato su una legge del 1986. "Nel tempo sono aumentati continuamente i compiti che sono sempre più borderline con le attività tipiche di pubblica sicurezza, mascherandole come “Viabilità in occasioni di eventi sportivi”, “Piazze Sicure”, operazioni “Antidegrado” e si potrebbe continuare ancora per molto. Tutti nomi che nascondono nella pratica, attività tipiche delle Forze di Polizia, continuando però a lasciare queste donne e questi uomini nel limbo degli “Impiegati in Divisa”. Sembrava la volta buona, con un testo condiviso da tutte le forze politiche, che portava novità e ammodernamenti legislativi in tema di diritto e tutele concreti, ma anche di strumenti di lavoro e di difesa personale per permette al personale della Polizia Locale di operare con efficienza e con maggiore sicurezza. E invece… a un certo punto, qualcosa o qualcuno, è intervenuto e tutto è stato stravolto. Nell’attuale testo si leggono solo parole confuse, povere di significato concreto e reale. Un testo che se diventasse legge, non cambierebbe nulla o potrebbe anche peggiorare la situazione attuale. E questo fa male, fa arrabbiare. Con il Covid la polizia locale è stata schierata sempre in prima linea, è stata sottoposta all’obbligo vaccinale come le altre Polizie, è stata messa in campo per controllare il GreePass, come le altre Polizie, dopo che i suoi Operatori hanno perso la vita per questo lavoro senza averne nemmeno il riconoscimento ne la tutela delle famiglie in lutto, come le altre Polizie, dopo tutto questo, è inaccettabile e vergognoso proporre una riforma simile. Il Governo ha riconosciuto come categoria usurante tante professionalità, aggiungendone anche altre di recente, ma non l’ha riconosciuta alle donne e agli uomini della polizia , che lavorano sulla strada tutti i giorni con ogni condizione meteo e con rischi professionali tali da porli in cima alle statistiche di infortuni sul lavoro nella pubblica amministrazione. La discriminazione che le istituzioni Italiane, a tutti i livelli, stanno operando da anni sulla Polizia Locale Italiana è talmente grave e lampante che anche la Commissione Europea se ne è resa conto e ha più volte sollecitato per scritto il Governo ad intervenire in merito e operare una parificazione di trattamento. Ma ancora non è bastato. Non è bastato l’intervento dell’Europa, che sembra sempre vincolante, ma per altro. Non è bastato il continuo delegare alla polizia locale compiti propri delle Forze di Polizia. Non è bastata la continua equiparazione/assimilazione in tanti provvedimenti emessi dal Governo. Non è bastato il Covid. Non sono bastate le vittime in servizio mai riconosciute e le famiglie mai tutelate. Non è bastato nulla. Ecco perché adesso a dire basta è la Polizia Locale Italiana. Siamo santichi, avviliti e arrabbiati di essere trattati come carne da macello quando fa comodo e come “Semplici Impiegati” in altre sedi. Il 15 gennaio 2022 la Polizia Locale Italia dice basta. E lo dice con un primo sciopero nazionale con presidi organizzati dagli operatori della polizia locale davanti alle Prefetture delle maggiori città italiane. In Toscana ci riuniremo davanti alla Prefettura di Firenze e davanti alla sede della Regione Toscana, perché anche la Regione Toscana promette e poi non mantiene. Questa volta pretendiamo una decisione chiara dalla politica, siamo la polizia locale italiana o siamo impiegati?"

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