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Svolta per Podere Rota, il gestore stoppa la richiesta di ampliamento. Chiusura più vicina

La mossa di Csai dopo il parere Arpat: "Abbiamo inviato alla Regione Toscana la richiesta di sospensione del Paur, il Procedimento autorizzatorio unico regionale relativo all'ampliamento del sito". La soddisfazione del Comune di San Giovanni

Il gestore dell'impianto di Podere Rota, Csai, ha chiesto la sospensione della richiesta di ampliamento della discarica. Nei giorni scorsi c'era stato inoltre l'allineamento del Comune di Terranuova Bracciolini, che è socio di Csai, alla posizione delle altre amministrazioni del territorio sul sì alla sospensione, anche alla luce del parere Arpat, con l'allarme contaminazione lanciato dall'agenzia.

Si tratta di un passo importante, che potrebbe portare a una effettiva chiusura della struttura dopo oltre trent'anni di attività. Il sito di Podere Rota - che andrà ad esaurimento per i rifiuti urbani - avrebbe dovuto continuare, nei prossimi anni, ad ospitare rifiuti speciali, grazie anche a un ampliamento, richiesto tramite Paur, il Procedimento autorizzatorio unico regionale. Ma questo ampliamento richiesto in Regione a questo punto dovrebbe essere stoppato.

 "In data 16 febbraio Csai - spiega una nota del gestore - ha inviato alla Regione Toscana la richiesta di sospensione del Paur, il Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale relativo all'ampliamento del sito di Podere Rota, in attesa di un piano di caratterizzazione approfondito che ricostruisca in modo puntuale la situazione relativa all’intera area. La società ritiene di aver svolto correttamente nel rispetto delle disposizioni vigenti la propria attività, tuttavia nell’ambito di una collaborazione con tutti gli enti coinvolti ha preferito richiedere una sospensione del Paur e rendersi pro attiva nella definizione del piano di caratterizzazione, che la società sta già predisponendo per la presentazione agli enti competenti". 

San Giovanni Valdarno esulta

Non nasconde la soddisfazione il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi che, da quasi un anno e mezzo, con il contributo del consiglio comunale, delle associazioni, dei comitati e di molti attori del territorio, si batte perché venga fatta chiarezza sulla possibile contaminazione dell’area rilevata da Arpat e affinché la discarica chiuda, in via definitiva, all’esaurimento degli attuali volumi per il conferimento dei rifiuti urbani.

“Una comunicazione importante, attesa da molti mesi quella appena arrivata da Csai che ha chiesto formalmente alla Regione Toscana la sospensione del Paur sull’ampliamento della discarica di Podere Rota per rifiuti speciali non pericolosi”, ha dichiarato il sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi. “E’ la richiesta che stiamo facendo alla Regione come Comune di San Giovanni Valdarno da oltre un anno, a seguito dei rilievi di Arpat Arezzo (Ria settembre 2020, Ria gennaio 2022) sulla potenziale contaminazione delle acque sotterranee. Adesso attendo che la Regione Toscana, la Direzione Ambiente ed Energia, accolgano la richiesta di Csai e che il provvedimento sia sospeso, con la sospensione contestuale della Conferenza dei Servizi, e vengano messe in atto tutte le procedure necessarie ad indagare ed approfondire la situazione dell’area sulla quale sorge la discarica. E’ stato un anno intenso e faticoso, ma finalmente si cominciano a vedere i frutti del lavoro puntuale portato avanti da istituzioni, cittadini, associazioni perché si potesse giungere all’obiettivo a cui siamo giunti oggi. Neppure un anno fa, il 19 febbraio, in Palazzo di Arnolfo, i sindaci di sette comuni del Valdarno aretino si riunirono per dire no all’ampliamento della discarica di Podere Rota, depositando, ognuno, le osservazioni al progetto di Csai. Il 25 di febbraio del 2021 prese avvio, con l’audizione preliminare, l’Inchiesta pubblica relativa al progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota a cui parteciparono, per oltre tre mesi fino a maggio, istituzioni, cittadini, associazioni: in quella circostanza ribadimmo con forza la necessità di dare ascolto alle indicazioni di Arpat sulla potenziale contaminazione del sito, di sospendere il Paur e di intraprendere tutte le indagini necessarie per stabilire la reale condizione dell’area. Csai, per tutta la durata della Inchiesta pubblica, si mostrò ferma sulle sue posizioni di diniego, mentre ad un anno di distanza chiede essa stessa quanto chiedevamo noi allora. Credo sia un punto di svolta importante quello a cui si è giunti oggi: la sospensione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale consentirà di procedere a verifiche puntuali sul terreno sul quale sorge la discarica, attraverso un piano di caratterizzazione e di stabilire se vi è contaminazione e inquinamento come sostenuto nella documentazione di Arpat e chi ne è il responsabile. In caso di conferma dei rilievi di Arpat, si dovrà procedere alla bonifica del sito. Sono convinta che questo passaggio costituisca un ulteriore passo avanti verso la chiusura della discarica, dopo che l’Assemblea di Ato Sud, nel dicembre del 2021, ha stabilito la fine dei conferimenti dei rifiuti urbani a Podere Rota con il completamento dei volumi attualmente esistenti (prima metà del 2022). Per la prima volta, dopo quasi due anni, sono fiduciosa di poter avere un quadro chiaro della situazione relativa all’area su cui sorge la discarica, tenendo fermo l’obiettivo della chiusura definitiva del sito, attivo da oltre trent’anni”, ha concluso il sindaco.

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