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Manifestazione per la chiusura di Podere Rota. Duemila in corteo: "Disagi per venti anni, non vogliamo morire di puzzo"

"La popolazione ha subito disagi per più di venti anni, adesso riprende la parola per dire basta, non vogliamo più morire dal puzzo." E' partita oggi alle 15:00 da San Giovanni Valdarno la manifestazione organizzata dal "Comitato Vittime di...

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"La popolazione ha subito disagi per più di venti anni, adesso riprende la parola per dire basta, non vogliamo più morire dal puzzo."

E' partita oggi alle 15:00 da San Giovanni Valdarno la manifestazione organizzata dal "Comitato Vittime di Podere Rota" alla quale hanno aderito in molti per chiedere alla Regione Toscana di confermare per scritto la chiusura della discarica di Terranuova Bracciolini entro il 2021. La forte preoccupazione della popolazione è nata perché il piano regionale sui rifiuti non cita la chiusura di Podere Rota.

Tante le adesioni dei cittadini e degli esponenti politici aretini, anche se il comitato ha più volte ribadito e preteso che non ci siano strumentalizzazioni e cappelli di partiti sopra a questa battaglia. La manifestazione dopo un breve comizio ha preso il via con circa 500 partecipanti percorrendo alcune strade per giungere alla Provinciale 7 a via fratelli Rosselli e Piazza della Pace dove un altro comizio su Podere Rota ha dato il via alla seconda parte del corteo a bordo di macchine motorini e bici così che da San Giovanni tutti si sono spostati a Terranuova dove hanno terminato in piazza della Repubblica. Alla fine si sono contate quasi duemila persone tra i vari tronconi del corteo dove si sono notate le presenze di consiglieri regionali come Valentina Vadi, il deputato valdarnese Samuele Segoni e dei primi cittadini con tanto di fascia tricolore, i sindaci di Montevarchi Silvia Chiassai, San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi e di Cavriglia Leonardo degl'Innocenti o Sanni, ma anche quello di Bucine e di Castelfranco Piandiscò.

"Come ho avuto modo di dire da tempo e più volte, solo la chiusura di quel sito e la conseguente bonifica risolveranno le problematiche dei cattivi odori di cui San Giovanni patisce gli effetti in maniera sempre più insopportabile - ha commentato Viligiardi - Per questo ritengo che in questo momento dobbiamo superare le divisioni della politica e concentrarsi congiuntamente sulle azioni da mettere in atto per arrivare a quell'obbiettivo. Credo sia facile comprendere che gli interessi intorno al sito di Podere Rota sono enormi, anche travalicando i confini del Valdarno. E non sto parlando solo di interessi economici; parlo della capacità della Regione Toscana di garantire la propria autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti, messa in discussione se chiudesse Podere Rota, non aumentasse la capacità di riuso dei rifiuti e non si sbloccasse la costruzione di alcuni impianti, in particolare Case Passerini oppure non si individuassero siti di smaltimento alternativi.

Gli ha fatto eco il primo cittadino di Cavriglia:

"Il Valdarno nel corso degli ultimi 25 anni abbia già abbondantemente offerto il proprio contributo in merito allo smaltimento dei rifiuti di parte della Toscana nel proprio territorio, risolvendo ritardi ed inadempienze altrui. Cavriglia, che nel corso dei decenni precedenti all'apertura di Podere Rota ha ospitato ben tre distinti siti al servizio del Valdarno aretino e fiorentino, in un periodo in cui non era previsto né un contributo economico per il disagio né per la gestione di attività post mortem, reputa che sia giunto il momento di dire "basta" e che il sistema integrato di smaltimento dei rifiuti nell'area metropolitana fiorentina e nella provincia di Arezzo, trovi soluzioni impiantistiche fuori dal nostro territorio, secondo un elementare principio di reciprocità nell'assolvimento degli impegni comuni."

Già perché quello che preoccupa, oltre alla data di chiusura di Podere Rota è anche la possibilità che il problema si sposti di qualche chilometro e basta:

"Ricordiamo anche che dal piano interprovinciale dei rifiuti Firenze-Prato-Pistoia non è stata stralciata ma solo sospesa la realizzazione della discarica de Le Borra, situata in un'area naturalistica strategica e fondamentale, nel comune di Figline, a ridosso degli abitati posti a nord del Comune di Cavriglia e di San Giovanni, zona tra l'altro interessata da un fondamentale progetto di recupero ambientale del territorio dell'ex miniera, in corso di avvio in questi anni - ricorda Leonardo degl'Innocenti o Sanni - La chiusura del sito di Podere Rota dunque non può e non dovrà essere assolutamente un buon motivo per aprire successivamente Le Borra. Cavriglia dice convintamente "no" a Podere Rota dopo il 2021, ma anche "no" a Le Borra dopo quella stessa data. Il Valdarno tutto ha già dato abbastanza, che il 2021 sia l'anno per chiudere per sempre l'era delle discariche nel nostro territorio e per inaugurare nuove soluzioni alternative nel campo dello smaltimento di rifiuti."

Alcuni scatti tratti da Facebook:



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