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Sforamento livelli Pm 10 ad Arezzo. Legambiente: "Via le auto dal centro e sì a bus a metano"

Secondo i dati rilevati dalla centralina Arpat di piazza della Repubblica, dal 23 gennaio al 22 febbraio sono sei i giorni in cui i valori hanno superato la soglia di attenzione

Sei giorni con valori superiori a 50 microgrammi per metro cubo e altri 8 ad un passo dalla soglia di criticità. I dati riguardanti la qualità dell'aria ad Arezzo, censiti dal rilevatore automatico di Arpat allestito in piazza della Repubblica, non raccontano niente di buono. Dal 23 gennaio al 22 febbraio scorso la situazione riguardante la presenza di particolato pm 10 nell'aria ha presentato più di una criticità.

Schermata 2021-03-19 alle 15.44.41-2Come noto, la presenza di pm 10 nell'aria è ascrivibile anche e soprattutto dalla combustione di benzina e gasolio nei motori delle auto, dall’abrasione delle gomme dei veicoli, dal gasolio bruciato negli impianti di riscaldamento, dalla combustione della legna e dalle stufe a pellet. A fotografare la situazione è stata Legambiente Arezzo che, in seguito alla pubblicazione del report di Arpat sottolinea come tali sforamenti non siano da sottovalutare. "Si potrebbe pensare - precisano da Legambiente - che in fondo 6 giorni su 30 di superamento dei limiti e altri 8 giorni molto vicini ai limiti non producano danno. Sono invece dati significativi, che aumentano statisticamente il rischio di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio. Consultando le statistiche dell’Agenzia Regionale della Sanità si evince come dal 2006 al 2015 il Comune di Arezzo abbia registrato un +4,5% maggiore rispetto alla media toscana per la mortalità da malattie dell’apparato respiratorio. Nei 5 anni dal 2014 al 2018 si è passati addirittura al 19% in più di decessi per malattie respiratorie rispetto alla media della Toscana. Si tratta di un incremento notevole e preoccupante che fa riflettere".

Una condizione che non è nuova ad Arezzo dove, soprattutto in prossimità del centro storico, la qualità dell'aria non è sicuramente delle migliori. L'incidenza del traffico e la presenza di veicoli in transito rendono la zona di piazza della Repubblica, via Piero della Francesca, Poggio del Sole, via e piazza Guido Monaco, viale Michelangelo aree particolarmente sensibili alla presenza di pm 10 nell'aria. Per queste ragioni Legambiente chiede all’amministrazione comunale di Arezzo di intervenire "affinché la mobilita cittadina sia modificata a favore del trasporto pubblico, a metano o idrogeno; che venga ampliata la zona pedonale a tutto il centro storico interno alle mura, con le dovute eccezioni di transito; che siano realizzate piste ciclabili fino in centro città (come indicato nel piano proposto dalla Fiab); che siano istituite navette per gli spostamenti da e per i parcheggi esterni e il centro". Interventi semplici che, come ribadito dai membri dell'associazione sono già stati realizzati con successo in città come Berlino, Parigi, Barcellona, Firenze. "Tutto ciò - spiegano - andrebbe a beneficio non solo della salute dei cittadini, ma garantirebbe anche una maggiore vivibilità. Certamente anche il commercio trarrebbe beneficio da un centro storico libero da auto e restituito alla sua straordinaria bellezza, con una maggiore cura del verde, degli arredi e delle illuminazioni. Ci aspettiamo più coraggio dall’amministrazione e una visione attenta alla salute dei cittadini e dell’ambiente per una riqualificazione urbana capace di valorizzare il meraviglioso patrimonio del nostro centro storico e di restituire vivibilità alla nostra città".

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